Teresio Olivelli, il ricordo dei fedeli della beatificazione del martire beato

Il ricordo della mattina del 3 febbraio 2018 al palazzetto dello sport di Vigevano è ancora vivo nella comunità diocesana di Vigevano, quando migliaia di fedeli si sono riuniti per la celebrazione della beatificazione di un figlio delle terre di Lomellina, il martire beato Teresio Olivelli, con la presenza del cardinale Angelo Amato, dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, del vescovo di Vigevano mons. Maurizio Gervasoni e altri vescovi e tanti presbiteri.

PRIMI ANNI Teresio Olivelli nasce a Bellagio, in diocesi di Como, il 7 gennaio 1916 e da bambino la famiglia di trasferisce prima a Zeme, luogo d’origine della famiglia e poi a Mortara, proseguendo gli studi prima al Liceo Benedetto Cairoli a Vigevano e poi all’Università di Pavia, laureandosi in giurisprudenza nel 1938. Iscritto all’Azione Cattolica, diventa docente universitario a Torino. Nel 1941 partecipa alla Campagna di Russia, arruolandosi come Alpino e si dedica con cristiana cura all’assistenza spirituale dei soldati feriti o morenti. Dopo l’esperienza russa, il giovane Olivelli è nominato, a soli 27 anni, rettore del Collegio Ghislieri di Pavia.

Un’immagine di Teresio Olivelli giovane nelle sue montagne

RESISTENZA Nel 1943 Teresio viene arrestato e deportato in Austria perché si rifiuta di collaborare con il Regime, dal quale prenderà le distanze dopo aver tentato invano di riformare dall’interno il partito fascista. Dopo l’evasione, si rifugia a Brescia, partecipando alla Resistenza Cattolica e fondando il giornale clandestino «Il Ribelle» nel 1944, nel quale si diffonde l’idea di un umanesimo cristiano, totalmente opposta all’ideologia totalitaria.

L’ARRESTO E’ a Milano come esponente delle associazioni cattoliche ostili al regime. Deportato a Gries, poi a Flossenburg e infine a Hersbruck. Nel tempo della detenzione, fino all’ultimo, Teresio Olivelli si dedica all’assistenza spirituale e fisica dei compagni di prigionia (tra cui il beato Odoardo Focherini), curando le loro ferite, sostenendoli con la preghiera e la fede nell’affrontare le sofferenze e rinunciando alla propria razione di cibo per donarla agli altri. Infine Olivelli muore il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute da un kapò al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo.

LA BEATIFICAZIONE Il processo per arrivare alla gioiosa celebrazione della beatificazione è stato lungo: la causa fu aperta nel 1987 con il vescovo mons. Mario Rossi. La Positio, cioè il documento che evidenzia le virtù eroiche del Servo di Dio fu completata nel 2007. Nel 2015 Teresio Olivelli è dichiarato venerabile. Nel 2017 è riconosciuta la morte di Olivelli in odium fidei, quindi è riconosciuto il martirio e, il 16 giugno dello stesso anno, papa Francesco autorizza il dicastero a promulgare il decreto che riconosce ufficialmente Teresio Olivelli come martire.

don Paolo Butta

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