Si è tenuta a Roma sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre l’Assemblea dei referenti diocesani del cammino sinodale con l’obiettivo di intraprendere il confronto sulla fase sapienziale appena avviata. Un momento fondamentale, come ha ricordato mons. Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del cammino sinodale delle Chiese in Italia, che si svolge alla vigilia della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi proprio a porre l’accento sulla stretta relazione tra il livello nazionale e quello universale.
LA VEGLIA Il primo appuntamento si è tenuto nel pomeriggio di sabato: i referenti diocesani hanno partecipato alla Veglia Ecumenica “Together – Raduno del Popolo di Dio”, organizzata in piazza San Pietro, presieduta da Papa Francesco e a cui hanno preso parte i rappresentati della cristianità, per affidare allo Spirito Santo il Sinodo dei Vescovi. Numerosi i giovani che si sono radunati in piazza per pregare insieme. «Together. Insieme – ha esordito nell’omelia il Santo Padre – Come la comunità cristiana delle origini il giorno di Pentecoste. Come un unico gregge, amato e radunato da un solo Pastore, Gesù. Come la grande folla dell’Apocalisse siamo qui, fratelli e sorelle “di ogni nazione, tribù, popolo e lingua” provenienti da comunità e Paesi diversi, figlie e figli dello stesso Padre, animati dallo Spirito ricevuto nel Battesimo, chiamati alla medesima speranza». E ancora «Syn-odos: camminiamo insieme, non solo i cattolici, ma tutti i cristiani, l’intero Popolo dei battezzati, tutto il Popolo di Dio, perché “solo l’insieme può essere l’unità di tutti”».
IL SILENZIO Il Papa ha proseguito poi sottolineando l’importanza del silenzio, un silenzio vissuto durante la veglia e durato otto minuti, un silenzio di 18mila persone; un silenzio fondamentale nella vita del credente, «carico di attesa e di diponibilità» nell’ascolto della voce del Signore e per far risuonare la Sua Parola. Una Parola fondamentale nella vita della Chiesa per permettere la comunicazione fraterna e il discernimento attraverso l’azione dello Spirito Santo che è l’armonia; fondamentale nel cammino di unità dei cristiani per
accogliere il dono dell’unità “come Cristo la vuole”, “con i mezzi che Lui vuole”
e non secondo i soli sforzi e criteri dell’uomo. Papa Francesco ha guidato quindi il Popolo di Dio a chiedere nella preghiera comune «di imparare nuovamente a fare il silenzio», che «il Sinodo sia un luogo dove lo spirito Santo purifichi la Chiesa dalle chiacchiere, dalle ideologie e dalle polarizzazioni» e «di saper adorare uniti e in silenzio, come i Magi, il mistero del Dio fatto uomo, certi che più saremo vicini a Cristo, più saremo uniti tra noi».
L’ASSEMBLEA L’indomani, alla domenica, dopo la celebrazione eucaristica, è proseguita l’Assemblea dei referenti diocesani con i tavoli di lavoro sinodali in cui sono state illustrate le linee essenziali dei documenti pubblicati tra luglio e settembre che sono alla base delle attività per la fase sapienziale. Dopo un confronto tra i referenti delle vie diocesi, si è conclusa la seduta con una riflessione sul tema del discernimento, tenuta da mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale. «Dobbiamo crescere nello stile della prossimità, in cui ci si ascolta. Senza la pretesa di mettersi in cattedra, ma con il desiderio di un dialogo reciproco», ha ribadito invece il presidente del Comitato, mons. Castellucci. Il Sinodo è anche al centro dell’intenzione per il mese di ottobre affidata da papa Francesco alla Rete mondiale di preghiera del Papa con un video diffuso nei giorni scorsi (App Click to Pray e YouTube). Anche noi della diocesi di Vigevano siamo pronti a proseguire il cammino in una dinamica di comunione per sentirci realmente partecipi alla vita della Chiesa ed essere testimonianza viva ed attraente della novità del Vangelo.
Anna Maria Bellazzi
delegata diocesana per il Sinodo

