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    HomeDiocesiTappe e considerazioni sul lavoro sinodale

    Tappe e considerazioni sul lavoro sinodale

    Il tema sulla Chiesa sinodale, che papa Francesco ha proposto a tutte le Chiese e che il nostro Vescovo ha voluto per la nostra diocesi, è da una parte affascinante, dall’altra molto difficile. Ma tra tentennamenti, fatiche, impegno e genialità siamo giunti  alla fine della parte diocesana, che il Papa e il Vescovo hanno affidato a tutte le nostre parrocchie e a tutte le realtà che ne compongono la vita. Le ‘guide’ del grande lavoro sono stati i coordinatori laici che, stimolati e formati dai referenti, hanno ‘trascinato’ nella bella avventura sinodale molti e molti fratelli. I laici da parte loro, dopo una iniziale diffidenza, si sono lasciati ‘contagiare’ dalla gioia di una santa avventura e hanno ‘parlato’ alla Chiesa, forse per la prima volta. Le parrocchie, tutte tranne una manciata, pur con diversa risposta si sono lasciate coinvolgere con i propri preti. Si sono creati gruppi e si sono moltiplicati gli incontri. Hanno detto il loro sogno di una chiesa aperta al dialogo e all’ascolto dove tutti hanno il loro posto e il loro impegno; la chiesa non è ‘cosa da preti’, ma ‘casa di tutti’. Hanno aperto il cuore e si sono lasciati coinvolgere in un camminare insieme pieno di fascino e di belle novità. Anche quando hanno mosso critiche dure contro la loro Chiesa e i loro preti, lo hanno fatto non per demolire ma per costruire una chiesa più bella, più sinodale,  più vera. Sono fermamente convinto che in questa fase sinodale lo Spirito abbia parlato con abbondanza. Alla fine ne esce il sogno di  una chiesa più vera, più rassomigliante a quella voluta da Gesù, soprattutto più umana, a ‘misura di uomo’, vera e bella. L’ascolto ha spaziato in tanti settori, alcuni veramente nuovi e interessanti. Sono stati sentiti alcuni gruppi di poveri, meravigliati di non ricevere solo il ’pacco viveri’ dalla chiesa ma ascolto, attenzione, affetto. Alcuni Consigli Comunali hanno espresso la bontà dell’iniziativa e la volontà di fare progetti insieme alla chiesa per il bene sociale. Mussulmani,  pastori di Chiese Ortodosse, protestanti hanno apprezzato  di essere chiamati a vivere questi momenti di comunione e cammino comune, anzi con loro si è condivisa anche la cena. Movimenti e associazioni laiche  ed ecclesiali hanno offerto il loro contributo con gioia ed entusiasmo. I giovani sono stati i veri protagonisti: hanno espresso il loro disagio  per una chiesa non ideale, bisognosa di incontrare di più gli uomini.  Gli insegnanti di religione hanno, con tanta capacità, interessato 4 Istituti nell’ora di religione e in non poche parrocchie i giovani si sono impegnati in una riflessione critica. Non è mancato il contributo della nostra Curia col suo moderatore, in una tensione di servizio e di ascolto soprattutto dei sacerdoti e delle esigenze del territorio. La Caritas diocesana si è messa in movimento per poter ascoltare la voce dei più deboli, riconoscendone il valore e rispettandone la dignità. I referenti hanno partecipato a Roma al Convegno nazionale nei giorni 10/11 marzo, dove sono state date le linee per la formulazione della sintesi diocesana e per far circolare successivamente e discutere in diocesi, in seconda battuta, la sintesi da presentare alla CEI. Altri incontri a Roma in si terranno a maggio e settembre. Tutte le realtà hanno inviato ai referenti le loro relazione e i vicari zonali con i coordinatori hanno fatto le ‘sintesi vicariali’. Ne è uscita una grande mole di scritti che ho letto, esaminato ed evidenziato nelle parti più originali. Di tutto questo percorso il Vescovo è stato reso partecipe e non ha mancato di dare suggerimenti e incoraggiamenti. Ora è finita questa prima fase della consultazione sinodale; tutto passerà al discernimento del Vescovo. Non posso non comunicare una paura e un desiderio dei tantissimi laici consultati: la paura che tutto finisca con questa fatica e che il lavoro e la fatica terminino nelle 10 pagine della sintesi finale. Il desiderio che lo stile sinodale diventi il modo di vivere ordinario nelle parrocchie e nelle realtà ecclesiali e che i sacerdoti ne siano gli artefici, perché solo così la Chiesa può ‘rinascere, crescere ed essere vera presenza nel mondo’. Non nascondo le fatiche e, qualche volta, le incomprensioni  ma anche la tanta gioia che questa prima fase diocesana ha suscitato in me. A conferma della verità del tanto lavoro compiuto, vi ‘do i numeri’ e, appena pronta, vi verrà mostrata la sintesi finale.

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