Cent’anni d’Araldo / Celebrazioni per san Francesco

Passato l’Anno Santo, la diocesi si apprestava ora a celebrare il settimo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. In questi giorni in città si stavano attivando i preparativi per il solenne pellegrinaggio che la Chiesa vigevanese aveva in previsione di tenere  il 5 settembre al Santuario del Sacro Monte di Orta. L’evento sarebbe stato presieduto dall’arcivescovo Angelo Giacinto Scapardini.

Con l’appressarsi del primo agosto, giorno di apertura ufficiale dell’anno francescano, in diocesi si stava attivando la macchina organizzativa, imponente come era in uso all’epoca. In un lungo articolo, il settimanale diocesano invitava a «rifarsi al Santo per riportare fra gli uomini saldezza di fede, abnegazione di vita, amore di bontà e di saggezza di costume, onde la Patria nostra sia rifatta secondo l’esempio ed il volere del Grande Santo», ricordando, poco oltre, che i seguaci del Poverello si erano insediati a Vigevano nel lontano 1378 e tuttora erano presenti con una loro comunità. A Roma il consiglio dei ministri approvò in questi giorni la proposta del ministro degli interni di sopprimere 95 delle 167 sottoprefetture esistenti in Italia in quel momento. Purtroppo nell’elenco risultò inserita anche la sottoprefettura di Mortara. «Dopo la soppressione del Tribunale di Vigevano – commentò amaramente il cronista dell’Araldo lomellino – avremo quella della Sottoprefettura di Mortara».

A Mortara, i parrocchiani della Collegiata di San Lorenzo erano in festa per la nomina del loro curato don Attilio Gatti alla sede parrocchiale di Cassolnovo. Il nostro cronista annotava che la nomina «ha prodotto una grata impressione ed un senso di unanime compiacenza in tutta la cittadinanza». Il sacerdote fu salutato con una grande festa che si tenne nell’Oratorio Maschile e alla quale presero parte moltissimi mortaresi e le autorità cittadine. In cronaca, il giornale annotava che nella città di Parigi il sultano del Marocco e il presidente della repubblica francese avevano presieduto la cerimonia di inaugurazione della moschea. Proprio la Francia, che ha sempre mostrato di avere in odio la religione. Dopo la cerimonia, però, i due capi di stato, passando davanti alla Camera dei deputati, furono fischiati da un gruppo di deputati comunisti.

Carlo Ramella

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