Sopra il cielo italiano si intravede qualche squarcio di azzurro. Era ora. Roberto Mancini nonostante le mille polemiche, che ogni giorno si consumano ai vertici della Federazione, dove si discute di cavilli e aria fritta, argomenti degni delle peggiori vajasse di periferie, si è riappropriato del ruolo di ct della Nazionale di Calcio. Diana Bianchedi ex schermitrice italiana nominata capo delegazione della nazionale, a seguito di tutte queste inutili “schermaglie”, ha rassegnato le dimissioni. Brava! Quattro partite in due settimane non sono poche. Mancini si è dovuto inventare una nazionale da zero. Ha convocato alcuni veterani e poi tantissimi giovani talenti che hanno onorato la maglia targata Italia.
La prima partita casalinga contro il Belgio è stata un disastro: In campo l’Italia balbettava calcio. Una tristezza infinita. Fischio finale 0-2 e poi tutti al ritiro di Coverciano a meditare sulla sconfitta. Mancini pensa già alla partita con la Francia di Zidane. Al Saint Denis ci vogliono arrostire come tanti galletti che zampettano a vuoto sul campo. E invece gli azzurri disputano una delle più belle partite degli ultimi tempi, grazie anche ad uno strepitoso Donnarumma che ha parato l’impossibile. Qualche autorevole osservatore ha dichiarato che il portierone Gigio non è un terrestre, ma bensì un alieno. Si esce dal Saint Denis a testa alta; Francia-Italia 1-1. E poi di nuovo la Turchia che (povero Montella) al Dallara di Bologna va sotto per la seconda volta per 3-1. I ragazzi di Mancini (ma dove li avevano nascosti prima) sembrano dei collegiali in gita; educati, mai una polemica. Per loro indossare la maglia azzurra è un onore e considerano la Nazionale una grande famiglia. Tutti si rispettano e si stimano.
In campo, la cosa che conta di più, hanno dimostrato tutto il loro talento e la voglia di far vedere quanto valgono.
Tra qualche settimana gli Azzurri avranno 2 incontri decisivi contro Francia e Belgio che si giocheranno a Milano il 12 novembre e a Bruxelles il 15. Le prime due classificate accedono ai quarti di finale. Parlando sempre di Azzurri è doveroso fare i complimenti all’allenatore dell’Under 21 Silvio Baldini e ai suoi magnifici ragazzi che contro la Polonia- travolta 6-2- hanno dato lezioni di calcio. Da inserire nella cineteca della storia del calcio il gol calciato da 70 metri dall’azzurrino (nato a Brescia) Ndour Koleosho. Bravi Azzurrini. Vi aspetta “un grande futuro dietro le spalle”. La frase non è mia, ma del Grande Vittorio Gassman.
a cura di Sergio Calabrese

