Dodici piccoli gialli. Si può riassumere così, con la citazione di un altro suo libro — il ben più noto “Dieci piccoli indiani” — una delle raccolte più originali di Agatha Christie, “Il misterioso signor Quin”. Si tratta di racconti che per certe ambientazioni e situazioni, spesso dal sapore sovrannaturale, ricordano le storie di Padre Brown. Solo che in quel caso l’elemento fantastico era inserito da Chesterton sui uno sfondo d’atmosfera, destinato a sfumare sotto la ricostruzione di una realtà ben più tangibile. Qui, invece, anche dopo la soluzione del caso, il mistero rimane. E quello principale, in questa raccolta, sta proprio nel suo protagonista. Una sagoma davanti a una vetrata multicolore, un’ombra sul muro, una macchia sul pavimento. Sono gli elementi premonitori grazie ai quali il lettore comprende che Harley Quin sta per fare la sua apparizione. È alto, snello, bruno. Ma chi è? E come fa a comparire sempre al momento giusto, dando sempre l’ispirazione indispensabile al suo amico, il signor Satterthwaite, per arrivare alla soluzione del caso, e prevenire o risolvere un delitto? È uno spettro, un angelo, un demone? Ogni racconto de “Il misterioso signor Quin” inizia quasi sempre col coinvolgimento del signor Sattertwhwaite in una situazione misteriosa, dove la tensione tra i componenti di un ambiente circoscritto (un salotto, un teatro, una locanda) si fa sempre più crescente, fino a sfociare in un evento drammatico. Sattertwhwaite è un anziano ed elegante signore in pensione, spesso in contatto con ambienti altolocati, e attento osservatore di tutto ciò che avviene intorno a lui. È proprio grazie alla propria curiosità che Satterthwaite decide di diventare protagonista, e non solo spettatore della vita, salvando vite e risolvendo intricati misteri grazie ai puntuali suggerimenti del suo amico Harley Quin. Che in ogni storia si materializza improvvisamente per indirizzare Satterthwaite sulla strada giusta, risvegliando le sue potenziali capacità deduttive, e agendo come un catalizzatore nei rapporti tra i vari personaggi. Poi, subito dopo la soluzione del mistero, Quin scompare: così misteriosamente com’era apparso. Ogni volta che Satterthwaite si imbatte in Harley Quin, è matematicamente certo che qualcosa di drammatico stia per accadere: e se è già accaduto, di sicuro la presenza di Quin significa che la soluzione è vicina. E spetta proprio a lui, Satterthwaite, trovarla. Nel complesso una serie di storie affascinanti, da consigliare agli amanti del mistero in tutte le sue sfaccettature. Anche, e soprattutto, sovrannaturali.
Davide Zardo

