Assegno unico universale, come funziona e a chi è rivolto

Tra le politiche di sostegno della natalità da quest’anno c’è l’assegno unico universale, un aiuto destinato alle famiglie per ogni figlio a carico, fino al compimento dei 21 anni. L’assegno è garantito a tutti i nuclei familiari in proporzione all’Isee fino alla soglia di 40 mila euro e con una quota fissa oltre questa cifra o in assenza di modello Isee. Ha preso il posto dei bonus precedenti e ha lo scopo di essere non tanto un’erogazione una tantum alla nascita, ma un sostegno continuo nel tempo, nella direzione del principio seguito in Francia secondo cui un figlio non è solo un affare di famiglia, ma un beneficio per tutta la società.

A CHI SPETTA Sono interessate dall’assegno unico universale tutte le famiglie con a carico un figlio minorenne o maggiorenne che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, che svolga un tirocinio, o servizio civile, o che sia registrato come disoccupato. L’importo dell’assegno viene calcolato sulla base del modello Isee presentato dal nucleo familiare e la cifra viene corrisposta con importi calcolati in base alla fascia di appartenenza. Anche le famiglie con Isee superiore ai 40 mila euro e coloro che non hanno presentato il modello possono richiedere l’assegno, che in questo caso ha un importo fisso.

Osservatorio 22-05 famiglia

L’IMPORTO Le famiglie beneficiarie riceveranno un contributo che va da un massimo di 175 euro, per ciascun figlio con Isee fino a 15 mila euro, fino a un minimo di 50 euro per le famiglie più abbienti o che non presentano la documentazione. Inoltre nel caso di nuclei numerosi, di madri con età inferiore ai 21 anni o di figli portatori di disabilità l’importo dell’assegno potrà essere maggiorato per ciascun figlio presente nella famiglia richiedente. Ricevere l’assegno unico non comporta la sospensione di altri sostegni assegnati alle famiglie, infatti, è compatibile con il reddito di cittadinanza, così come altre misure erogate da regioni, province autonome o enti locali.

Tutte le categorie di lavoratori dipendenti, così come lavoratori autonomi, ma anche pensionati o disoccupati con figli a carico possono fare richiesta. I genitori, o tutori, interessati dovranno presentare la domanda annuale direttamente dal sito dell’Inps, ma anche attraverso i patronati o contattando il numero verde gratuito 803164.

Rossana Zorzato

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1 commento

  1. BISOGNA ARRESTARE TUTTI I POLITICI, CHE CI AFFAMANO E PER LORO SOLO VANTAGGI, VITALIZI, STIPENDI FARAONICI, TUTTO GRATUITO, RISTORANTI, AUTOSTRADE ECC
    E ADESSO, CI PORTANO IN GUERRA CONTRO LA RUSSIA E LA CINA.

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