Non sono solo pericolose, ma le ondate di calore possono far invecchiare più in fretta, quasi di due settimane ogni 1.3 gradi. Lo dimostra un recente studio pubblicato su Nature Climate Change, che ha analizzato i dati medici di quasi 25 mila persone a Taiwan tra il 2008 e il 2022. In questo periodo, l’isola ha vissuto circa trenta ondate di calore prolungate, con effetti misurabili sugli organi dei partecipanti.
RISCHIO Lo studio di Nature conferma che l’impatto maggiore si registra nei lavoratori manuali e in chi vive in aree rurali, meno attrezzati con sistemi di raffrescamento. Ma le persone più vulnerabili, secondo uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Santirà, sono i neonati e i bambini piccoli, ancora non sono autosufficienti nella gestione dei liquidi, gli over65, meno sensibili ai cambiamenti di temperatura, così come gli individui in sovrappeso che tendono a trattenere più calore corporeo. I ricercatori hanno stimato che per ogni aumento di +1.3 °C nella temperatura media cumulativa, l’età biologica accelera di circa +0.03 anni. Un effetto paragonabile a quello del fumo o del consumo regolare di alcol. E le conseguenze a lungo termine includono un maggior rischio di malattie cardiovascolari, diabete, tumori e demenza. Si tratta quindi di un fenomeno riguarda tutti, nessuno escluso. Basti pensare che negli Stati Uniti le ondate di calore annue sono passate da due negli anni Sessanta a sei nel 2010, mentre eventi estremi come quelli del 2022 in Pakistan e India, con picchi di 50°C, sono oggi trenta volte più probabili.
CONSEGUENZE Quando fa molto caldo, la temperatura corporea aumenta sia per l’ambiente circostante sia per il metabolismo. Per mantenere i 37 °C, il corpo attiva la termoregolazione, processo per cui basta un innalzamento del sangue di appena un grado per attivare i recettori periferici e ipotalamici. L’ipotalamo risponde con vasodilatazione cutanea e sudorazione, che permettono la dispersione del calore. Ma se questi meccanismi non funzionano, o sono insufficienti, il rischio per la salute cresce, oltre a quello di invecchiamento. Secondo l’Iss,
le ondate di calore possono causare stress, spossatezza, crampi, disidratazione, eventi cerebrovascolari acuti, favorire la formazione di trombi e aggravare malattie polmonari croniche, cardiache, renali e psichiche.
E possono interferire con alcune terapie, come quelle antipertensive. «Il caldo fa invecchiare più velocemente e non è un rischio personale, ma globale —conclude su Nature Alexandra Schneider, epidemiologa ambientale — Ridurre le emissioni di gas serra e proteggere le fasce più vulnerabili diventa quindi urgente, non solo per combattere il disagio immediato, ma per salvaguardare la salute a lungo termine».
Rossana Zorzato

