Mentre in Italia si registrano manifestazioni di solidarietà per Gaza, all’Onu cresce il numero degli Stati che riconoscono ufficialmente la Palestina.
APERTURE Martedì 23 settembre il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che «la Francia riconosce oggi lo Stato di Palestina», spiegando che «è la soluzione che consentirà la pace per Israele». Stessa scelta anche per il premier britannico Keir Starmer, con l’appoggio di Canada, Australia e Portogallo. Si aggiungono ai 147 che già lo riconoscono su 193 stati dell’Onu, l’Italia resta invece nella minoranza che per ora non farà questo passaggio formale. Per la premier italiana Giorgia Meloni si potrà procedere solo dopo il rilascio degli ostaggi israeliani e Hamas fuori da Gaza. Scelta analoga per Stati Uniti, Germania, Austria, Svizzera. «La Santa Sede — ha dichiarato inoltre papa Leone XIV— ha riconosciuto la soluzione dei due Stati già da molti anni», aggiungendo che «bisogna cercare una maniera per rispettare tutti i popoli» e che il riconoscimento dello Stato di Palestina
potrebbe aiutare, però in questo momento veramente non si trova dall’altra parte volontà di ascoltare, quindi il dialogo in questo momento è rotto.
DA GERUSALEMME Intanto il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un’intervista al settimanale diocesano di Vittorio Veneto, “L’Azione”, ha sottolineato che quanto sta accadendo a Gaza «è di una gravità enorme: non riesco a capire come si possa tollerare una cosa del genere. Ci sono delle strumentalizzazioni da parte di Hamas e Israele ha delle ragioni, ma non possono in alcun modo giustificare quello che accade a Gaza. Questo va detto. Sono affranto per tutto l’odio che questa situazione sta creando, allontanando sempre di più ogni prospettiva futura di ricomposizione e di guarigione di queste ferite».
Davide Zardo


Egregio cardinal Pizzaballa le chiedo solo una cosa : come pensa che si possano creare 2 stati quando Hamas ha per statuto la distruzione di ogni ebreo , senza che in qualche maniera Hamas venga sradicato da Gaza. Suggerisca lei un modo diverso dalla guerra voluta da Hamas per raggiungere lo scopo da parte di Israele. Un modo serio e che raggiunga lo scopo, non le solite esortazioni ben accette anche dal nostro Papa, che sono il massimo della carità e del buon senso, ma che con Hamas non hanno presa