Suini che sono stati sgozzati vivi, macellazioni abusive e abbattimenti che «sono avvenuti senza tener conto del rispetto delle regole e senza badare alla possibile sofferenza subita dagli animali». Queste le principali situazioni riscontrate dall’associazione ambientalista “Essere Animali”, che si è anche mobilitata, con video e immagini che sono stati mostrati in un servizio realizzato da Report, l’abbattimento di migliaia di suini all’interno di un allevamento a Pieve del Cairo, con una propria volontaria introdottasi nell’azienda. A tutto ciò si aggiungono
«gravi carenze igienico-sanitarie e di biosicurezza che possono provocare un’ulteriore diffusione del virus Psa all’interno degli allevamenti. La peste suina, che non è pericolosa per l’essere umano, ma che è estremamente letale per i suini, si sta diffondendo molto velocemente anche tra i maiali negli allevamenti nella provincia di Pavia, in una regione, la Lombardia, da cui dipende circa il 50% di tutta la produzione nazionale»
SITUAZIONE In diversi allevamenti del pavese ma in generale nel territorio lombardo, secondo quanto riferito da “Essere Animali”, si sono riscontrate «una gestione inadeguata degli abbattimenti con sofferenze gravi e aggiuntive per gli animali – fa sapere l’associazione – l’abbattimento con il gas avviene troppo lentamente, in circa 25 minuti. Il lungo tempo necessario a completare l’abbattimento in ogni container fa presupporre che i parametri adottati non siano ottimali a garantire la rapida saturazione dell’aria con CO2 e minimizzare le sofferenze».
I PROBLEMI L’accusa mossa agli allevamenti è non aver seguito le regole sanitarie per l’abbattimento di suini affetti da Psa. «Pensiamo sia fondamentale mostrare delle immagini – dichiara Simone Montuschi, presidente di Essere Animali – da cui si evince che, a fronte di tutte le mancanze delle autorità sanitarie e delle nostre istituzioni, a pagare il prezzo più alto sono le decine di migliaia di maiali che saranno abbattuti in questi giorni, tra atroci sofferenze e in assenza di un adeguato stordimento». Un altro aspetto che è stato riscontrato è «la mancanza di preparazione in materia di benessere animale del personale addetto all’abbattimento, gli animali non vengono fatti entrare nel container tutti nello stesso momento, alcuni di loro cercano di indietreggiare e vengono colpiti con violenza dagli operatori. Uno di loro viene ad esempio afferrato e sollevato per le orecchie per farlo entrare nel container. Altri animali vengono ammassati a forza uno sull’altro perché entrino tutti insieme»
Edoardo Varese

