Ceto medio / La fatica di vivere

Quanto bisogna guadagnare oggi per vivere e non limitarsi a sopravvivere? Nel 2024 secondo l’Istat la spesa media mensile per i consumi delle famiglie è stata di 2755€, ma il dato nazionale non rende conto della eterogeneità socio-economica dell’Italia, cosicché ad esempio nella macro area del Nord-Ovest sale a 2973€ e in Lombardia a 3162€. La domanda di partenza serve ad allargare l’orizzonte quando si affronta il tema della povertà, per evitare di limitare il discorso allo stereotipo del “povero di strada” (vagabondo, in fila a una mensa o a un armadio, malvestito) e abbracciare l’argomento in tutta la sua complessità, che oggi coinvolge anche le “famiglie della porta accanto”.

disuguaglianza economica ricchezza e povertà

VITA COSTOSA L’Istat calcola la spesa media mensile considerando i consumi di tipo alimentare (incluse le bevande analcoliche) e non alimentare, categoria in cui rientrano spese per la casa e forniture (acqua, gas, luce), abbigliamento, mobili, salute, trasporti, informazione e comunicazione, ricreazione (con sport e cultura), istruzione, ristorazione e alloggio, servizi assicurativi e finanziari, beni e servizi per la cura personale, bevande alcoliche, tabacchi. Nel 2024 la prima voce si è confermata la casa, con una media di 984.4€, la seconda è stata l’alimentazione con 532.9€, la terza i trasporti con 297.2€ (include anche i mezzi privati come l’automobile). Rispetto al 2023 si registra una sostanziale stabilità, «ne deriva che, per il secondo anno consecutivo, la spesa è significativamente superiore al livello pre-Covid (era stata pari a 2.561 euro nel 2019). In particolare, tra il 2019 e il 2024 la spesa per consumi delle famiglie è aumentata del 7.6% a fronte di un’inflazione, misurata sullo stesso arco temporale dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), del 18.5%». Con quali risultati? Che un terzo delle famiglie ha limitato la spesa alimentare e quasi la metà quella in abbigliamento, le due che è più immediato comprimere (più difficile rinunciare alla casa, a scaldarsi, soprattutto al nord, o all’elettricità).

FUGA DAL NORD Il peso delle spese poi nel nord Italia è più alto che altrove, come ha rilevato di recente Milena Gabanelli con il suo “Dataroom”: «Ogni anno 121 mila persone lasciano il Sud per andare a lavorare al Nord. Però ogni anno in 63 mila lasciano il Centro-Nord per tornare a lavorare nel Meridione». Soprattutto dipendenti pubblici per i quali «la vera spinta a cambiare è il costo della vita». I dati sono eloquenti, «in Campania un single spende 1.598 euro al mese, in Sicilia 1682. Un quarto in meno dei 2.194 euro che servono nella regione del Nord con più abitanti, la Lombardia». Il “ritorno al Sud” elimina la spesa per il riscaldamento e consente di riequilibrare i consumi rispetto alla retribuzione, che nel caso dei dipendenti pubblici è la stessa a ogni latitudine (le aziende private si comportano diversamente, con un +11% per le buste paga “settentrionali”). «Un insegnante delle superiori» con 20 anni di servizio può guadagnare 1769€, un postino 1379€, «un poliziotto delle Volanti con 5 anni di anzianità» 1931€.

Il primo in Lombardia col suo stipendio mensile copre solo l’84% delle spese, ma se si spostasse in Campania ne avanzerebbe il 9.6%. Il secondo in Lombardia col salario arriva appena al 66% dei costi, in Campania all’87%. Il terzo In Lombardia al 92%, in Campania risparmierebbe il 17%.

VIGEVANO E LOMELLINA E sul territorio lomellino cosa succede? Non essendoci il dato di dettaglio comunale, si può far riferimento alle soglie di povertà assoluta, da distinguere rispetto a quella relativa; se la prima considera le famiglie «in base alla capacità di acquisire determinati beni e servizi», la seconda si riferisce alla «disuguaglianza nella distribuzione della spesa per consumi». A Vigevano, Mortara, Garlasco, nelle aree più vicine a Pavia la vita costa in media almeno 100 euro in più rispetto all’area interna della Lomellina (ma in alcune tipologie di famiglie si possono superare i 300). Un single deve spendere circa 1026€ al mese se è under60, sopra quest’età si scende intorno ai 910€, una coppia giovane o una formata da persone tra i 30 e i 59 anni necessita di almeno 1385€, che scendono a 1200 circa per chi è più anziano. Più complesso valutare le famiglie con figli, in generale al crescere dell’età del minore il costo della vita aumenta sensibilmente. In tre si possono spendere circa 1550€, ma se il figlio ha tra 11 e 17 anni si sale a 1687, in quattro ne servono almeno 1750, che possono arrivare a 1900 con l’adolescenza, in cinque si parte da 1900 per arrivare intorno ai 2200.

IN SOLDONI Queste sono le cifre di cui occorre disporre per vivere sul territorio, ricordando che nel 2022 il reddito annuo lordo a Vigevano è stato 22547€, a Mortara 21773€, a Garlasco 21742€, a Mede 21075€, a Cava Manara 23889€. Per la città ducale circa 1900€ lordi, cioè da 1500€ in giù di netto. Una persona sola, con un reddito medio, in Lomellina supera la soglia di povertà assoluta ma non quella per i consumi che valuta la povertà relativa. Per questo tuttavia non servono numeri, basta la quotidiana esperienza di migliaia di famiglie del territorio.

Giuseppe Del Signore

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