Il 2021 non è stato l’anno della ripresa neppure per la natalità.
A Vigevano ci sono stati 420 nuovi nati, sei in più di quelli del 2020 (+1.4%) e appena uno più del 1945,
Eppure all’epoca la città ducale era occupata dalle truppe nazifasciste (fino ad aprile), senza contare che la popolazione era significativamente minore.
DISCESA Si tratta del secondo dato peggiore nell’ultimo ventennio – preceduto solo dal 2020, che ha segnato la comparsa del coronavirus e che ha visto il record negativo dall’Unità d’Italia, anche se le stime di Istat ipotizzano che il 2021 possa stabilirne uno nuovo – e di uno dei peggiori in assoluto, a cui fa da contraltare quello relativo alla mortalità, che è il terzo peggiore degli anni duemila e tra i più negativi di sempre, con 807 decessi (-18% rispetto a dodici mesi fa) che portano il saldo naturale in terreno negativo come accade di fatto da trent’anni a questa parte (-387). Il declino demografico è tornato a essere contrastato dagli arrivi di nuovi residenti da altre città italiane e dall’estero, in quanto la differenza tra iscrizioni (2341) e cancellazioni (1837) all’Ufficio di stato civile è di +504. Scendendo nel dettaglio, gli iscritti che provengono dal territorio nazionale sono 1609 di cui 471 stranieri (il 29.3%), quelli che arrivano da altri paesi sono 459, di cui 418 non italiani per un peso del 46.4% sul totale delle iscrizioni, mentre per quanto riguarda le cancellazioni 1460 sono verso altre località della penisola (il 23.2% non ha la cittadinanza italiana)
e 114 verso altri stati, di cui il 77% connazionali, segno di una scarsa attrattività di Vigevano (e del Belpaese intero).
IN LOMELLINA Se si amplia l’orizzonte a Mortara, Gambolò e Garlasco i dati Istat non sono ancora consolidati (rispetto alla città ducale manca dicembre), ma per i fiocchi azzurri e rosa la tendenza è a una conferma o a un peggioramento rispetto al 2020. I bebè mortaresi classe 2021 sono stati 72 da gennaio a novembre e, anche replicando il mese più prolifico resterebbero di almeno dieci unità sotto la cifra dell’anno precedente, grosso modo intorno a quella del 2019, la peggiore di sempre. Sempre considerando dicembre prolifico quanto il migliore dei mesi precedenti, Gambolò potrebbe aver pareggiato le nascite del 2020, secondo risultato peggiore del ventunesimo secolo, e lo stesso potrebbe essere accaduto a Garlasco.
TENDENZA A prescindere dai numeri finali, non cambia la sostanza di un territorio in cui si nasce sempre di meno e la popolazione cresce o resta stabile (Vigevano, Garlasco, Gambolò) in ragione degli apporti esterni che, quando mancano, come a Mortara, unico centro a non aver avuto una ripresa dopo il blocco degli spostamenti su scala tanto nazionale quanto mondiale dovuto alla pandemia, anzi ad aver ulteriormente frenato con 539 iscrizioni contro le 659 dei dodici mesi precedenti e le 508 cancellazioni contro le 495 del 2020.
Per i neonati inoltre è rilevante l’apporto dei residenti non italiani, che ad esempio a Vigevano coprono il 31.2% del totale pur essendo il 15.9% della popolazione, un impatto doppio sulle vite che cominciano.
IN ITALIA Non si tratta di processi avulsi dal contesto nazionale, perché l’Istat certifica che si tratta di linee consolidate e che si ritrovano in tutta la penisola. Nel 2020 – ultimo dato disponibile – sono stati circa 405mila i nuovi nati e, scrive l’Istituto di statistica,
c’è un nuovo superamento, al ribasso, del record di denatalità
in un paese in cui l’età media delle madri alla nascita del primo figlio è 31.4 anni e il numero di figli per donna è di 1.24, ma scende a 1.17 se si considera solo chi è cittadina italiana.
Giuseppe Del Signore

