Dipendenze / Vigevano isola felice? «Qui i ragazzi bevono meno»

A Vigevano l’alcol non va più di moda tra i giovani, o almeno questo è quello che raccontano i baristi dei locali del centro. Non i superalcolici e in un certo senso neanche cocktail più “leggeri” come negroni, mojito, daiquiri. Calici di vino, birre bionde o rosse, ma principalmente ad andare forte sono analcolici e bevande classiche come la coca cola e, visto che fa caldo, con l’aggiunta di ghiaccio e limone. In un fine settimana estivo nei locali del centro di Vigevano, sembra che la Generazione Z voglia smentire i dati raccolti dalla Relazione sulle dipendenze presentata al Parlamento: da inizio 2000 calano i consumi di quasi ogni sostanza, ma non dell’alcol.

MENO ALCOL A Vigevano invece i barman e i proprietari dei locali descrivono una realtà diversa: «La consumazione di bevande alcoliche è scesa parecchio – racconta Fabio Carera, proprietario del Coffee Time – i ragazzi tra i 20 e i 25 anni preferiscono le bibite e gli analcolici. Penso sia normale che ci sia più consapevolezza sul proprio benessere, durante il Covid hanno sofferto molto a causa del lockdown, ci sta che ora i ragazzi siano diventati più protettivi, anche quando di sera escono in compagnia non hanno più l’esigenza di bere a tutti i costi. Vogliono una socialità “vera” e se possono evitano l’alcol, dato che amplifica gli stati d’ansia. È una situazione completamente differente da quella che ho vissuto io da giovane».

LA PRIMA BIRRA Sui tavoli del Coffee Time c’è anche Rocco Stigno, insieme ai suoi amici. Lui una birra se la concede, è sabato sera, ma non vuole esagerare: «Vado in palestra e voglio restare in forma – spiega – assumere superalcolici anche solo una sera comprometterebbe il lavoro a cui mi sono sottoposto allenandomi quattro giorni a settimana. Ho preso in mano la prima birra a 12 anni, ero in giro con dei miei amici più grandi di me, ma non mi era piaciuta. Raramente bevo, perché preferisco prendermi cura del mio corpo e mi sento in dovere di dire che non è obbligatorio ubriacarsi per divertirsi in compagnia».

COSA SI BEVE Coca cola, mojito analcolico e spritz sono molto richiesti di sera dai clienti del Commercio: «Dal punto di vista della vendita di alcol la situazione è molto più tranquilla – afferma il barman Paolo Baretta – sono giovane anche io, quindi so perfettamente cosa va di moda tra i miei coetanei al giorno d’oggi. I ragazzi vanno in palestra, guardano video di fitness su tik tok, e imitano quello che vedono. Ovviamente abbiamo i drink classici, ma la loro richiesta è diminuita anche solo rispetto a un anno fa». Che venga venduto o richiesto meno alcol, non significa però che sia del tutto scomparso.

CON PRUDENZA Al Galeazzo Pub il titolare Mattia Poledri serve Gin Tonic e Gin Lemon a una compagnia di ragazze, ma «prima chiedo sempre i documenti, perché non servo alcolici ai minorenni. Ho bevuto la mia prima birra a 13 anni, ero in compagnia e da quel momento, senza esagerare, quando non dovevo lavorare o guidare, dei drink me li sono sempre concessi. Nel mio locale a consumare i superalcolici sono per lo più ragazzi tra i 20 e i 25 anni, già gli over 30 ordinano calici di vino, spumante fresco o birre accompagnate da qualcosa da stuzzicare. Si beve per provare, ma non credo ci sia una vera e propria esigenza alla base».

 

Edoardo Varese

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