Combattere la disuguaglianza sociale, partendo da vicinanza e solidarietà. Una regola non scritta che fa della Caritas di Vigevano un punto di riferimento per molti cittadini in difficoltà. Non solo dati, ma storie che prendono forma nei numeri del Bilancio Sociale 2024, presentato lo scorso 8 novembre in occasione del cinquantesimo anniversario di Caritas.
ASCOLTO Sono 1.109 le persone che hanno trovato accoglienza nei centri d’ascolto diocesani. Di queste, 62.8% donne, di cui 51.5% italiani e il resto stranieri, con una forte presenza di peruviani (10.5%) e marocchini (5.7%). Dietro a queste cifre ci sono storie di fatica. Tra le fragilità più presenti, il reddito basso riguarda il 46% delle richieste d’aiuto, mentre il lavoro è citato nel 17.2% dei casi, seguiti da salute (8.9 %) e problemi abitativi (8.6 %). Sono dati che parlano di disuguaglianza tangibile, figli di una vulnerabilità strutturata, che Caritas non si limita a registrare, ma a cui risponde con un modello articolato, fatto di servizi integrati che mettono al centro la dignità di ogni persona.
LAVORO Pesa in primo luogo il mancato accesso a lavoro, cure mediche e abitare, che rappresentano tre delle maggiori criticità. Carenze che Caritas vuole colmare non in una logica assistenzialista. Partendo dal fronte lavoro, è stato concepito il progetto Work-in, dedicato a chi è disoccupato da almeno un anno e ha tra i 35 e i 60 anni e che prevede un percorso multidimensionale, tra tirocini formativi con enti locali, consulenze individuali, formazione per le imprese, con un unico obiettivo: non offrire solo assistenza, ma restituire opportunità. Accanto a Work-in si collocano iniziative come il Budget di Salute, che assegna a ogni utente un “budget” per costruire un percorso di recupero sociale e abitativo.
ABITARE L’abitare inclusivo è un pilastro fondamentale. Con l’Housing First, Caritas promuove l’accesso diretto ad appartamenti indipendenti per persone senza dimora o con difficoltà abitative croniche, accompagnandole con un sostegno personalizzato. A Casoni Sant’Albino, nella struttura di housing sociale “Il Cortile”, 17 persone sono ospitate, provenienti in parte da percorsi alternativi alla detenzione. Qui si costruiscono legami con momenti di volontariato, convivialità e manutenzione degli spazi comuni diventano strumenti di inclusione. Mentre per le fragilità più gravi, Caritas gestisce il progetto Arca, destinato a persone senza dimora. Basti pensare che solo nel 2024, 124 persone hanno beneficiato del servizio drop-in, con accesso a docce (660 erogate) e lavanderia e momenti di accoglienza che mirano anche a favorire il reinserimento. Inoltre Caritas gestisce Casa Josef, accoglienza h24 per persone senza dimora. Qui 21 persone sono state accolte nel 2024, con un tasso di occupazione dei posti letto dell’89.6% e una lista d’attesa costante. 5 ospiti hanno trovato lavoro regolare, mentre 2 hanno avuto borse lavoro. Ancora, Casa Abramo ha garantito 498 notti a 2 persone, con progetti per autonomia economica e abitativa.
FAMIGLIA Aiuto e formazione che passa anche da giovani e famiglia. Sempre lo scorso anno, con il progetto Giovani In, realizzato in collaborazione con scuole, istituti tecnici e imprese locali, 31 persone hanno attivato tirocini o cercato lavoro, mentre 250 ragazzi hanno partecipato agli incontri dell’unità mobile. Un progetto che vuole essere investimento nella prossimità educativa, per promuovere cittadinanza attiva e opportunità. Così come Family Next. Con 621 destinatari (305 adulti, 201 minori), ha dato vita a hub di ascolto a Vigevano, Mortara e Mede, sostenendo le famiglie in crisi economica o relazionale.
ALIMENTI Infine, l’azione alimentare ha continuato a operare su scala di rete. Il Magazzino Caritas ha raccolto e distribuito derrate con il contributo di Coop, Conad, aziende locali e privati. Solo nel 2024 sono stati distribuiti 65.82 tonnellate di alimenti, contro i 77.43 del 2023, segno della tenuta della rete nonostante le difficoltà. L’Osservatorio delle Povertà, attivo dal 2003, permette a Caritas di orientare le sue azioni grazie a dati aggiornati e alla collaborazione con altre diocesi.
Rossana Zorzato

