Prosegue la crescita dei positivi in Lombardia, in Italia e a livello locale.
Anche se rallenta, si tratta rispettivamente della quarta e della terza settimana consecutive di rialzo, quanto basta per tenere i casi attivi sopra quota 1.27 milioni (dati al 04-04).
A livello regionale sono 166mila, +7.8% contro il +10.4% precedente. Resta al palo da un mese il passo di aumento dei decessi, +0.3% lombardo e +0.6% italiano, per un totale di 160mila vittime con diagnosi di Covid-19. In territorio pavese sono ormai 3mila, per la precisione 2981, +0.3% con 9 vittime contro le 6 dei sette giorni precedenti, anche se si è ben lontani dalle 32 di un anno fa, quando le persone contagiate erano molte di meno.
IN CITTA’ A livello locale i soggetti colpiti crescono con una lieve accelerazione, al netto di Mortara (+1.2%) e Garlasco (+2.4%), che conoscono un raffreddamento. A Vigevano il dato è +2.1%, a Gambolò +1.6%, in ogni caso meno che a Pavia (+3.3%) e Voghera (+2.8%) e al di sotto della media provinciale (+2.3%), che è pari a quella di tutta la Lombardia. Qui sono 45 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (-4.3%) e 1107 quelli che si trovano nei reparti covid (+14.5%), in quest’ultimo caso c’è stata una significativa espansione rispetto alla scorsa settimana, il tasso di positività è al 12.5%, ben oltre il 3% che consente un tracciamento dei casi, comunque mai davvero funzionante.
NELLA PENISOLA A livello italiano i degenti in rianimazione sono 483 (-0.8%), nei posti letto ordinari 10241 (+7.8%), con un rapporto casi trovati – test eseguiti pari al 10.9%, in diminuzione. Secondo la rilevazione Agenas in area critica è occupato il 5% (2% regionale) dei posti disponibili, in area non critica il 16% (11%). «La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100mila abitanti – si legge nel report settimanale dell’Istituto superiore di sanità – è la fascia d’età 10-19 anni con un’incidenza pari a 1.077 per 100mila abitanti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Al momento, l’incidenza più bassa, ma sempre molto elevata e in aumento rispetto alla settimana precedente, si rileva ancora nelle fasce di età 70-79 e 80-89 con un’incidenza di 548 e di 516 casi per 100mila abitanti».
Gds

