Tra le pieghe dei dati s’intravedono i primi effetti della variante delta su scala locale e italiana.
In Provincia continua la flessione dei casi attivi e lo stesso accade a livello regionale e nazionale, ma si rileva una decelerazione della discesa (dati al 12 e 13-07).
Sono 185 i positivi in area pavese, il 17.8% in meno di una settimana fa contro il -70.3% e il -38.4% delle precedenti, mentre i ricoveri rimangono stabili, 16 persone di cui 4 in terapia intensiva. Rispetto alla scorsa settimana, quando non c’era stato nessun morto causato dal coronavirus, in questa se ne registrano 2 (+0.1%) per un totale di 2594 con diagnosi che porta a oltre 3100 il numero di vittime della Covid-19 nel contesto provinciale.
OCCHIO ALLE CITTA’ Sono i centri più grandi a rilevare un ritorno dei contagi, che passano da +10 a +57 in sette giorni, di cui quasi un quinto a Pavia (10, +0.2%), mentre Vigevano (2) arriva dopo Voghera (5, +0.2%), Casorate (5, +0.6%), Mede (5, +0.7%) e si colloca a livello di Garlasco (2, +0.3%). Nessun soggetto colpito a Mortara e Gambolò che da quasi un mese non ne hanno, così come nei comuni lomellini che hanno avuto un impatto maggiore in rapporto alla popolazione, quali Zeme, Sartirana, Cozzo, Albonese, Olevano. A fronte di una lieve ripresa dei contagi non si ha al momento un impatto sulle strutture sanitarie, anche in virtù di una campagna vaccinale che in Provincia raggiunge il 63.8% della popolazione con la prima dose e il 36.5% anche con la seconda, dati equivalenti rispetto a quelli regionali.

RAFFRONTO In Lombardia del resto i positivi sono ora poco più di 7500, -9.3% contro il -25.1% dell’intervallo precedente, in Italia se ne contano 40mila, -7.1% contro -20.4%. Anche negli ospedali c’è lo stesso rallentamento: sono 158 gli italiani in terapia intensiva (-17.3% contro -33.9% e decremento da oltre due mesi) e 1149 quelli nei reparti Covid (-14.1% contro -22.4%), di questi sono rispettivamente 36 (-18.2% contro -27.9%) e 128 (-22.0% contro -34.4%) i lombardi. Soprattutto preoccupa la diminuzione del numero di tamponi effettuati, che provoca un aumento del rapporto tra casi trovati e test fatti, da 0.4% a 0.7% in Italia e 0.6% in Lombardia. I decessi sono stati 14 nel territorio regionale e 108 in tutta la penisola (qui +0.1%).
UN’ESTATE FA Nonostante i timori provocati dalla variante delta, che in Francia ha spinto Macron ad adottare una stretta e a imporre il green pass per l’accesso ai locali pubblici, al momento Governo e Cts sembrano orientati a verificarne l’impatto sia in termini di contagi sia in termini di pressione sui nosocomi nostrani. Un anno fa di questi tempi i positivi erano 13mila e in rianimazione si trovavano 45 persone più 740 in cura, tutti valori più bassi il che consente di capire che il Sars-CoV-2 sta circolando di più oggi – c’è chi stima 80mila contagi giornalieri per fine agosto – ma rispetto a dodici mesi fa ci sono i vaccini e l’aspettativa è che la maggior parte dei contagiati sviluppi una forma lieve o asintomatica della malattia, così da non avere bisogno di un ricovero; nella seconda estate Covid l’eventuale aumento di questi ultimi sarà la vera cartina al tornasole.
Giuseppe Del Signore

