I ricoveri in Provincia di Pavia crescono a un passo triplo rispetto al resto della Lombardia. Anche se il territorio è quello con l’indice Rt più basso a livello regionale (1.22),
i pazienti in terapia intensiva sono passati da 45 a 58 (+28.9%) e quelli negli altri reparti da 357 a 425 (+19.0%) a fronte di un incremento lombardo del 10.5% e del 5.4%.
In tutto i degenti sono 483 e i casi attivi 10645 (+18.2%), due numeri che uniti all’Rt descrivono una situazione sotto controllo, ma non in via di risoluzione. Il 95.5% dei pavesi infettati dal Sars-CoV-2 è assistito a domicilio o presso la casa di riposo dal medico di medicina generale, dai medici di struttura e dalle Usca, mentre il 4% si trova presso gli ospedali del territorio e lo 0.5% in rianimazione, una ripartizione in linea con quella che si ritrova sul territorio nazionale. Del resto l’assistenza domiciliare resta una scelta pressoché obbligata per i soggetti che hanno pochi sintomi dal momento che non sono ancora partiti i “Covid hotel”, destinati proprio ad accogliere chi rientra in questa categoria e non può garantire l’isolamento presso la propria abitazione. «Stiamo verificando – precisano da Ats – l’attuazione del protocollo operativo e degli strumenti informatici per le richieste di inserimento». I primi “ospiti” potrebbero essere accolti la prossima settimana.
IDENTIKIT I contagiati hanno un’età medita di 51.8 anni, più alta rispetto a quanto si registrava a settembre e ottobre, se si considerano solo i ricoverati sale a 72.2, ma se si prende in considerazione solo chi si trova in terapia intensiva si attesta alle soglie di quella che è considerata la “terza età”, 65.7 anni. Secondo la Società italiana di geriatria e gerontologia si tratta di “giovani anziani” (65-74 anni), distinti dagli “anziani anziani” (75-84) e dai “longevi” (over 85), una classificazione resa necessaria dal prolungarsi dell’aspettativa di vita media in Italia e che serve a evitare l’idea che «di coronavirus muoiono solo gli anziani»: a 65 anni nella maggior parte dei casi non si è neppure in pensione.
CASE DI RIPOSO Per quanto riguarda i focolai, questi sono 29, di cui 17 localizzati presso case di riposo: a Vigevano è coinvolto il De Rodolfi, che aveva superato indenne la prima ondata e per otto mesi non aveva avuto casi, in Lomellina sono toccate Cilavegna (Casa Serena è anche la più grande Rsa pavese), Garlasco, Robbio, Parona, Dorno.
Giuseppe Del Signore

