Continua la diminuzione dei positivi in Lombardia e inizia anche in Italia, ma i morti sono i più alti da un anno in Provincia.
Nell’ultima settimana i casi attivi hanno fatto registrare –17.5% in Regione (sono ora 372mila) e -4.3% nella penisola (2.5 milioni, dati al 31-01)
e anche considerando tutto gennaio la corsa della quarta ondata ha subito un significativo rallentamento, pur non arrestandosi. Nel primo mese dell’anno l’incremento è stato del 47.5% su base regionale e del 187.8% su base nazionale, a fronte del +730.2% e +375.1% di dicembre, decisamente un altro ritmo.
PRIMO PIANO Negli ultimi sette giorni anche in Provincia si è assistito a un rallentamento dei contagi, da +12.2% a +7.8%. Non si tratta degli attualmente positivi, dato che non è più di pubblico dominio a livello provinciale, ma dei nuovi casi totali, che anche a livello cittadino hanno subito una decelerazione. A Vigevano da +12.6% a +8.8%, a Mortara da +12.7% a +9.0%, a Garlasco da +13.9% a +7.6%, a Gambolò da +13.6% a +9.2%, a Pavia da +12.2% a +7.2%. Si verifica il contrario per quanto riguarda i decessi, che sono stati 54 (+1.9% dalla scorsa settimana), il numero di vittime più alto dall’11 gennaio del 2021, quando furono 77, del resto anche in Lombardia il numero di morti mantiene un passo sostenuto (+1.7%), così come in Italia (+1.8%). Prendendo in considerazione le ospedalizzazioni, il tasso di occupazione in area critica è rispettivamente del 14% e del 16%, in area non critica del 29 e del 30%, perlopiù in lieve diminuzione, e infatti in terapia intensiva si trovano 251 pazienti lombardi (-5.3%) e 1584 italiani (-6.0%), mentre nei reparti Covid sono 3016 (-11.7%) e 19913 (+0.3%). Infine il tasso di positività si abbassa da 15.0% a 11.8% e da 16.4% a 14.2%.
CAMPO LUNGO Guardando al mese di gennaio nel suo complesso, i contagi hanno corso di più rispetto a dicembre in Provincia, tanto a livello generale (+78.2% contro +30.5%) quanto a livello di singole città, ad esempio a Vigevano si è passati da +27.5% a +77.1% e a Garlasco da +40.0% a +96.9%. Più casi hanno comportato anche più morti, 150 con una crescita del 5.6% rispetto a dicembre: non morivano così tante persone da gennaio 2021, quando furono 281. Anche in Lombardia c’è stata un’accelerazione (+6.0%), così come in Italia (+6.6%), questo nonostante i ricoveri abbiano subito una frenata rispetto all’ultimo mese del 2021, scivolando da +123.2% a +13.6% nel contesto lombardo per le terapie intensive e da +88.3% a +25.7% nel contesto italiano, oltre che da +127.5% a +62.2% e da +117.1% a +78.6% nei reparti covid.
CAMPO LUNGHISSIMO Ma la situazione è migliore o peggiore rispetto al 2021? Al di là della maggiore libertà di circolazione che ogni cittadino sperimenta rispetto a 12 mesi fa, il numero delle vittime non deve indurre una percezione distorta:
pur alto in termini assoluti e vicino ai picchi della seconda ondata, non lo è in relazione al numero dei positivi in quanto oggi muore lo 0.03% dei positivi lombardi e lo 0.1% di quelli italiani mentre nel 2021 erano lo 0.9% e lo 0.7% ovvero 30 e 7 volte di meno oggi.
La stessa cosa vale per i ricoveri: in rianimazione c’è lo 0.07% dei casi attivi della Lombardia e lo 0.06% di quelli in Italia, un anno fa erano lo 0.8% e lo 0.5%. E’ l’impatto dei vaccini.
Giuseppe Del Signore

