Cronache dalla pandemia / In Germania “caos calmo”

La Germania affronta la pandemia con calma. «Credo – spiega Cecilia Omodeo Zorini, che vive a Braunschweig col marito Francesco – ci sia un panico silente, minimizzano molto. La Germania è solo negli ultimi giorni che sta prendendo dei provvedimenti, quindi i tedeschi non sono entrati ancora a pieno nell’emergenza. Si vive come in Italia i primi di marzo: le persone si ritrovano in gruppo ed escono per andare al ristorante e al bar».

Grattando la superficie però s’intravede la tensione, tanto che, racconta Omodeo Zorini, «sabato scorso quando siamo andati a fare la nostra normale spesa settimanale abbiamo notato in due diversi supermercati gli scaffali di farina, pasta, scatolame, carta igienica e ahimè pizza Hawaii (quella con l’ananas) completamente vuoti; anche mascherine e disinfettanti non si trovano più». Nel frattempo si è aggiunto il blocco delle visite di ospizi e ospedali ed è stata stabilita la chiusura di teatri, cinema, palestre, negozi tranne gli alimentari o le farmacie, mentre le scuole avranno i battenti chiusi almeno fino al 20 aprile. Nella ristorazione al momento ci sono solo i vincoli del metro di distanza e dell’orario, dalle 6 alle 18, in settori come quello sanitario si attendono provvedimenti. «Per me che lavoro nell’ambito terapeutico – racconta Omodeo Zorini – non è facile.

Ho a che fare tutti giorni con anziani e bambini con disabilità. Non riesco ovviamente a mantenere le distanze di sicurezza. Quindi la preoccupazione diventa bilaterale…

«In alcuni casi – prosegue – ho modificato le terapie. Alcune persone hanno già disdetto per le prossime settimane. Purtroppo i centri di riabilitazione non hanno ancora avuto un ordine di chiusura, cosa che invece credo sia necessaria per proteggere le persone più a rischio».

VISTI DALLA GERMANIA Dalla terra tedesca si è percepito bene quanto stava accadendo in Italia. «Io e mio marito Francesco abbiamo creduto fin dall’inizio in ciò che stava facendo il governo italiano». Ha lasciato perplessi invece la reazione dei cittadini, un’irresponsabilità che però non sembra conoscere confini:

Siamo rimasti sconcertati nel vedere l’atteggiamento di persone, che anche di fronte a delle limitazioni, facevano di testa propria andando in giro minimizzando. Ed è purtroppo lo stesso comportamento che vediamo qui

A cui si cerca di ovviare sostenendo a distanza familiari e amici, «per tenere loro su il morale con messaggi o videochiamate; per il momento questo è l’unico aiuto che possiamo dare».

Giuseppe Del Signore

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