Un attacco d’asma improvviso, la dose quotidiana di insulina per il diabete o una medicina da assumere a orari rigidissimi. Quando la salute dei ragazzi richiede attenzioni anche durante la mattinata tra i banchi, per i genitori scatta inevitabilmente la domanda: chi si occupa di dare i farmaci a mio figlio mentre si trova a scuola?
RICHIESTA E la risposta non si affida né all’improvvisazione né al buon cuore del singolo insegnante, ma segue regole precise nate per tutelare la sicurezza dei più piccoli e la tranquillità dei genitori. Iniziando dalla prima semplice, ma fondamentale regola: a scuola non si somministrano medicinali per semplici sintomi passeggeri, come il paracetamolo per un mal di testa improvviso. Ma i protocolli scattano solo per le patologie croniche o i casi salvavita, per i quali l’assunzione del farmaco non può essere rinviata al rientro a casa. Quindi come si attiva la procedura? Stando al protocollo pubblicato dal Ministero dell’Istruzione e del merito per quest’anno scolastico, tutto parte dalle famiglie. Per avviare l’assistenza, i genitori devono presentare una richiesta formale alla segreteria dell’istituto, allegando il certificato del pediatra o del medico curante. «Noi pediatri dobbiamo compilare un modulo che ci fornisce la scuola in cui dichiariamo la necessità di somministrare dei farmaci salvavita per i pazienti in alcune condizioni particolari, da parte del personale scolastico – spiega la dottoressa Paola Garini, pediatra –
Nel caso di un bambino che soffre di convulsioni febbrili, con questo modulo si può chiedere che gli venga somministrato il micropam, un farmaco che è sostanzialmente il valium, insieme alla modalità di somministrazione.
ALTRI CASI E lo stesso vale per bambini che hanno allergie. «Anche in questi casi si dà la possibilità di tenere a scuola i farmaci e di somministrare in caso di necessità il cortisone o l’antistaminico o il puff di broncovaleas», spiega la specialista, quest’ultimo un farmaco broncodilatatore a rapida azione. Si tratta quindi di una documentazione dove non ci sono solo prescrizioni generiche: il medico deve specificare con estrema precisione il nome del farmaco, le dosi, gli orari e le modalità di conservazione. Chi somministra la medicina non deve fare alcuna scelta clinica o valutazione personale, ma solo eseguire alla lettera le indicazioni scritte.
SOMMINISTRAZIONE E chi si occupa di somministrare il farmaco in classe? Compito dell’istituto è verificare la disponibilità del personale della scuola tra maestri, professori o collaboratori scolastici, che si rende disponibile a seguire un’apposita formazione fornita dai tecnici dell’Asst territoriale. Le famiglie, dal canto loro, hanno la responsabilità di consegnare i medicinali e controllare costantemente le scadenze; mentre spetta alle scuole la corretta conservazione. E se lo studente continua il suo percorso nello stesso istituto e la cura non è cambiata, non serve ripresentare tutte le carte, ma se c’è stato un cambio di istituto, un passaggio dalla primaria alla media o una modifica nella terapia, la documentazione va subito aggiornata e reinviata alle autorità sanitarie territoriali.
Rossana Zorzato


