Santà, sui tempi di attesa Pavia migliora

Migliorano i tempi d’attesa nel Servizio sanitario nazionale, ma il problema è ancora lontano dall’essere risolto. È quanto emerge dal primo bollettino periodico pubblicato da Agenas, che mette a confronto il primo semestre del 2026 con lo stesso periodo dello scorso anno. I dati evidenziano un incremento delle prestazioni erogate entro i tempi massimi di garanzia, grazie a una maggiore produttività e a un’organizzazione più efficiente dell’offerta sanitaria, favorita anche dalla nuova Piattaforma nazionale di monitoraggio. Miglioramento che parte anche dal territorio di Pavia.

TERRITORIO «Il monitoraggio delle prestazioni Pngla conferma un trend di miglioramento anche per l’Asst di Pavia – spiegano dall’ufficio stampa – Nel 2024 l’Asst ha registrato un rispetto  complessivo dei tempi di attesa, in relazione alla priorità dell’86.82% a fronte di una media regionale  dell’80.02%. Nel 2025 il dato complessivo si è attestato all’85.87%, sempre superiore alla media lombarda del 79.9%». Un trend in miglioramento che è proseguito anche nei primi sei mesi di quest’anno, dove «il rispetto complessivo dei tempi di attesa sale all’87.06%, a fronte di una media regionale dell’83.84%». E diverse sono le misure operative adottate dall’azienda per il contenimento delle liste d’attesa. L’Asst di Pavia ha messo in atto «un’ottimizzazione delle agende, mantenendo un rapporto efficiente tra prime visite e controlli, così come il ricorso alle prestazioni aggiuntive, attività di recall finalizzata a intercettare possibili no-show dei pazienti e istituzione di un gruppo di lavoro dedicato specificamente all’abbattimento dei tempi di attesa».

PRESTAZIONI E sotto la lente d’ingrandimento dell’azienda e della Regione anche tutta una serie di prestazioni critiche. «Risonanze magnetiche, ecografie muscolo-tendinee, colonscopie. gastroscopie ed esami oculistici si confermano tra quelle più critiche in termini di tempi di attesa – precisa l’Asst di Pavia – E proprio su queste prestazioni si sta concentrando l’azione di miglioramento coordinata dalla Cabina di Regia regionale, istituita per il contenimento delle liste d’attesa».

IN ITALIA  Anche a livello nazionale le prenotazioni sono in positivo con un aumento pari al  +12.4%, passando da 13.3 a quasi 15 milioni, mentre le prestazioni effettuate nei fine settimana sono salite da 330 mila a 357 mila. Cresce anche la quota di visite specialistiche ed esami diagnostici effettuati entro i tempi previsti: le prime visite passano dal 76.4% al 78.5%, mentre gli esami diagnostici salgono dall’82.8% all’84.6%. In termini assoluti, significa che nel primo semestre del 2026 sono state garantite entro i tempi previsti oltre 1.6 milioni di prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che riguarda soprattutto le visite urgenti e quelle classificate come “brevi”, cioè da eseguire rispettivamente entro tre e dieci giorni, categorie nelle quali si registra il miglioramento più significativo.

STRADA DA FARE Nonostante questi segnali incoraggianti, il rapporto sottolinea come le liste d’attesa continuino a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario. Le prestazioni effettuate oltre i tempi massimi di garanzia sono infatti ancora quasi 2.8 milioni. Tra queste figurano oltre 1.4 milioni di prime visite e circa 760 mila esami diagnostici eseguiti oltre le soglie previste, ai quali si aggiungono centinaia di migliaia di prestazioni con ritardi più contenuti. In altre parole, cresce l’offerta sanitaria, ma resta ancora elevato il numero di cittadini costretti ad attendere più del previsto. E tra le Regioni che hanno fatto registrare i progressi più evidenti spicca la Lombardia, indicata da Agenas come una delle realtà che hanno migliorato maggiormente il rispetto dei tempi di attesa sia per le visite specialistiche sia per gli esami diagnostici. Sul fronte opposto invece persistono difficoltà in alcune aree, tra cui Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta.

Rossana Zorzato

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