Settimana prima degli esami: guida alla maturità

L’esame di stato torna (quasi) alla normalità. Superata la fase della pandemia, che ha stravolto anche lo svolgimento della maturità per tre anni,

il ministero dell’Istruzione ha scelto di ripristinare l’assetto pre-coronavirus con due prove scritte, un colloquio e una commissione mista formata da 3 commissari interni, 3 esterni e un presidente esterno.

Il primo scritto, quello di italiano per il quale è consentito l’uso di un dizionario, segnerà l’inizio dell’esame per gli studenti ed è previsto mercoledì 21 giugno, mentre il secondo sarà il 22 giugno. Per quest’ultimo è consentito l’uso di una calcolatrice purché senza capacità algebrica e consegnata almeno un giorno prima, mentre la prova in sé riguarderà una o più discipline d’indirizzo e quindi sarà diversa per ciascun corso di studi. La data dei colloqui invece sarà variabile e dipenderà dalle operazioni di correzione: l’ordinanza ministeriale, la numero 45 del 2023, stabilisce che i risultati degli scritti devono essere pubblicati «almeno due giorni prima della data fissata per l’inizio dello svolgimento dei colloqui» escludendo dal conteggio le domeniche. Il che vuol dire che si potrà iniziare con gli orali della prima classe da lunedì 26 solo se i risultati saranno pubblicati entro venerdì 23. L’ordine secondo cui le classi e i singoli candidati saranno esaminati sarà deciso nella riunione plenaria tramite sorteggio o delibera, che si svolgerà lunedì 19 e stabilirà le precedenze tra interni ed esterni, seconde lingue o articolazioni dove presenti differenze di questo tipo.

PP Esame di stato - maturità 2023

RIFERIMENTI Il colloquio è uno dei temi che tiene maggiormente banco tra insegnanti, dirigenti scolastici e studenti da quando è stata introdotta la nuova forma, rispettivamente con la legge 107/2015 – la “Buona scuola” – che all’articolo 1 comma 30 precisa che nello svolgimento «la commissione d’esame tiene conto del curriculum dello studente» e con il decreto legislativo 62/2017, che all’articolo 17 disciplina le finalità e le modalità di conduzione. Per quanto riguarda le prime si tratta di

accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale della studentessa o dello studente

rispetto alle seconde «la commissione… propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera».

scuola esame di stato
un presidente di commissione accoglie una studentessa all’Istituto Casale nel 2020

DIALOGO In pratica ciascuno studente si troverà davanti un documento – testo, immagine, cartina, formula, problema, tabella e così via – a partire dal quale potrà costruire un percorso multi- e interdisciplinare per approfondire «aspetti delle aree disciplinari a lui più congeniali», come ha spiegato il capo dipartimento Stefano Vasari nella circolare ministeriale 2860 del 30 dicembre scorso. Anche il ministro Giuseppe Valditara di recente ha sottolineato, secondo quanto riportato dall’Ansa, che «l’orale non consisterà in una serie di interrogazioni sulle singole discipline, ma sarà centrato, come prevede l’ordinanza firmata a marzo, su un colloquio fra lo studente e la commissione, che toccherà i vari ambiti di studio, nel contesto di una comprensione globale di quanto è stato assimilato durante l’ultimo anno e degli interessi che lo studente ha mostrato durante il suo percorso». Il che vuol dire che da un lato il colloquio non può essere un’interrogazione e dall’altro lato che non può essere un monologo, sia perché in questo si mancherebbe al compito di accertare il Profilo dello studente, il cosiddetto Pecup, sia perché la stessa ordinanza, art. 22 comma 4, chiarisce che «i commissari possono condurre l’esame in tutte le discipline per le quali hanno titolo». Il loro compito pertanto sembra essere quello di accompagnare l’excursus dell’alunno sollecitandone la riflessione critica e la rielaborazione di contenuti o collegamenti lacunosi o scorretti, contribuendo così a un vero e proprio dialogo, che del resto corrisponde appieno all’etimologia di colloquio inteso come “parlare insieme”. In questo il riferimento fondamentale è il documento di quinta predisposto dal consiglio di classe, nel quale è presentato il lavoro fatto dalla classe nel corso dell’anno scolastico.

la scuola che verrà maturità

PUNTEGGIO Prima dell’ultimo atto tuttavia ci saranno gli scritti, che assegneranno ciascuno 20 punti così come l’orale, per un totale di 60 da aggiungere ai 40 crediti conseguiti nel corso del triennio sulla base della media e dei criteri di merito stabiliti dalle singole scuole, che possono portare ad assegnare il minimo o il massimo della fascia prevista per la media raggiunta, alla quale da quest’anno tornano a contribuire, come era fino al 2019, i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’ex alternanza scuola/lavoro. Il voto finale potrà essere integrato fino a 5 punti per gli studenti che raggiungeranno durante l’esame i requisiti fissati dalla commissione, mentre per ottenere la lode sarà necessario non solo il massimo dei punti nelle tre prove, ma anche il credito scolastico massimo nel triennio con voto unanime del consiglio di classe. Per gli studenti con disabilità, con disturbo specifico dell’apprendimento o con bisogno educativo speciale la commissione adotta misure compensative idonee e coerenti col percorso scolastico svolto, in particolare per i soggetti con disabilità è possibile svolgere prove equipollenti – che permettono il conseguimento del diploma – o non, che permettono il rilascio di un attestato formativo. Per tutti in caso di assenza motivata le prove scritte suppletive si svolgeranno il 5 e il 6 luglio, con eventuale sospensione e ripresa dei colloqui il 7.

Giuseppe Del Signore

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