Sono più di novecento gli ucraini in regime di protezione temporanea in provincia di Pavia.
Ma si tratta solo di quelli censiti dalla Prefettura e dall’Ats di Pavia, perché i numeri reali sono più alti,
almeno un migliaio di persone che necessitano di assistenza materiale e sanitaria. Lo status riconosciutogli dall’Ue non è quello di “rifugiati”, ma hanno diritto alla “protezione sussidiaria” per un anno, prorogabile di sei mesi in sei mesi per un numero massimo di due volte a meno che la Commissione europea non disponga altrimenti. Con questo status giuridico possono ricevere un codice “Straniero temporaneamente presente” o una tessera regionale sanitaria provvisoria (solo donne in gravidanza e minori) presso lo sportello “Scelta e revoca” di Asst. Solo con il codice Stp è possibile usufruire delle prestazioni mediche necessarie e degli altri servizi, per questo motivo il direttore generale di Ats Lorella Cecconami ha lanciato un appello «a profughi, famiglie e associazioni» affinché consultino il sito web dell’Agenzia «per verificare i centri del territorio dedicati all’emergenza Ucraina presso i quali è possibile ricevere tutti i servizi».

ITER Se chi è in fuga da una guerra è comprensibilmente smarrito, è importante che chi si attiva per l’accoglienza abbia ben in mente come muoversi. «Chi arriva – spiega Ennio Cadum, direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria di Ats – deve effettuare un tampone entro 48 ore e, sempre entro 48 ore, registrarsi presso il comune ospitante (ufficio di polizia locale), compilando un modulo riportante le informazioni sulla struttura o persona ospitante». E’ raccomandato anche un controllo medico, che è gratuito e a Vigevano si può fare presso l’hub vaccinale del centro commerciale “Il Ducale”: «In Ucraina – prosegue Cadum – è endemica la tubercolosi, per cui è indicata una visita mirata a verificare la presenza di tale malattia, nel corso della medesima si verifica anche lo stato delle vaccinazioni dell’infanzia e contro il Covid-19 e nel caso si esegue una dose di richiamo». La vaccinazione è obbligatoria?
La vaccinazione Covid è offerta alle stesse condizioni degli italiani e anche le certificazioni verdi sono estese allo stesso modo
«Le persone vaccinate in Ucraina sono tra il 30% e il 40%, ma tra chi è arrivato la percentuale è maggiore». Ed è alta anche quella di chi presenta segni di stress in relazione al trauma della guerra e della fuga, tanto che secondo Cadum «la necessità di assistenza psicologica è presente in molte persone, anche se non viene esplicitata».

SORVEGLIANZA Dopo la registrazione «i Comuni trasmettono alla Prefettura i nominativi, che a sua volta invia l’elenco ad Ats». Anche la Croce rossa, che fa parte della rete per la presa in carico temporanea insieme a Protezione civile e Areu, è abilitata a raccogliere informazioni «laddove contattata da parrocchie, privati o associazioni». Nonostante questo finora il tracciamento non è stato facile sia per l’arrivo improvviso di molte persone sia per la scarsa dimestichezza con le procedure: «Crediamo che vi siano varie situazioni in cui le informazioni sulla necessità di registrazione ed effettuazione del primo tampone non sia conosciuta e che vi siano profughi che devono ancora comunicare ufficialmente la loro presenza». Un passaggio gratuito e necessario per accedere all’assistenza medica anche nei prossimi mesi, perché con l’Stp è possibile accedere agli ospedali e avere un proprio medico di medicina generale.
Giuseppe Del Signore

