Ucraina / In seminario sono arrivate le prime famiglie di profughi

Una mamma e suo figlio, e altre due famiglie in attesa. Sono i primi arrivi dall’Ucraina nel seminario di Vigevano, che ha messo a disposizione una sessantina di posti per donne e bambini, i quali resteranno per una quindicina di giorni, in attesa di essere trasferiti presso famiglie, parrocchie e centri di accoglienza.

Un’iniziativa fortemente voluta dal vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni, in collaborazione con la Caritas diocesana diretta da don Moreno Locatelli. «In seminario sono arrivati una donna e suo figlio, e aspettiamo altre due famiglie – spiega don Locatelli – una mamma, una nonna e tre ragazzi, e una madre con i suoi tre figli. Intanto anche Casa Hanna, uno dei centri d’accoglienza Caritas, ha già accolto due famiglie, composte da due donne e cinque minori».

PORTE  APERTE  Il territorio è già mobilitato verso una sensibilità dell’accoglienza, che vede impegnate le Caritas parrocchiali. Molte donne con bambini al seguito sono ospitate presso famiglie di parenti residenti a Vigevano e in Lomellina. «Nel frattempo – riferisce don Moreno – diverse comunità hanno accettato di mettere degli spazi a disposizione per queste famiglie: le unità pastorali di Mede e Sannazzaro, le parrocchie di San Giuseppe al Cascame a Vigevano, Tromello, Gropello, Casoni Sant’Albino, Carbonara al Ticino. Stiamo dando il messaggio di quanto sia importante prendersi cura di queste persone con carità, accompagnarle e accorgersi delle loro problematiche».

Il seminario vescovile di Vigevano.

ACCOGLIENZA  Sarà necessario collaborare con i comuni e con tutti gli enti interessati. La prima accoglienza presso il seminario vescovile sarà totalmente a carico di Caritas diocesana. Il fundraising sarà strumento utile anche per un eventuale contributo straordinario per chi accoglie. «Per ciò che concerne le accoglienze presso le comunità si chiede di sollecitare la messa a disposizione gratuita di alloggi (non verranno corrisposti affitti) e la collaborazione tra più parrocchie di un medesimo vicariato o unità pastorale affinché si possano suddividere i costi legati alle utenze o ad altre spese. Caritas diocesana sosterrà le comunità attraverso gli operatori che già lavorano nei centri di accoglienza dei vicariati e delle unità pastorali, coordinando le varie attività di supporto ordinario e straordinario, intervenendo a sostegno di alcuni costi, sebbene attualmente non si sia in grado di dire in quale entità, laddove le parrocchie attraversino delle difficoltà, e facendo da riferimento ai vari tavoli di coordinamento con gli enti pubblici e privati del territorio. Non dovremmo parlare di rifugiati né di richiedenti asilo, ma di persone prese in carico temporaneamente, che potranno restare per un anno».

ITER  Il periodo di permanenza in seminario di queste persone (quasi un migliaio in tutta la provincia di Pavia, e in gran parte donne con bambini) sarà di 15 o 20 giorni. «Insieme a Croce Rossa e in collaborazione con Prefettura e Comuni, capiremo le necessità – spiega don Moreno – per mandare poi queste persone presso famiglie e parrocchie».

Davide Zardo

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