Campioni di calcio camminato

Campioni d’Europa nel calcio camminato. E in questo trionfo c’è anche un po’ di Lomellina.

CAMPIONI A Roma, precisamente allo stadio Farnesina, gli azzurri si laureano campioni d’Europa nella categoria over 50 e in quella over 60. Un’impresa che porta ancora le firme di Fabio Andolfo, responsabile tecnico del Pool Vigevano Sport e per l’occasione capitano e leader indiscusso dell’over 50 con a fianco il roccioso difensore Cristiano Rossi. Il successo per la categoria under 60 ha visto tra i protagonisti anche Paolo Vecchi, presidente della Gravellonese, formazione che milita in Seconda Categoria. Ed è proprio Vecchi a trarre il bilancio di questi due giorni e a parlare di uno sport che nel corso degli ultimi anni è cresciuto e ha ricevuto sempre più adesioni e partecipazioni. «È stata una bella esperienza – racconta Paolo Vecchi – che ci ha consentito di misurarci contro squadre forti come Francia e Inghilterra. Abbiamo trionfato grazie alla tecnica, la nostra arma e la nostra qualità migliore. È stato bello e allo stesso tempo emozionante vincere davanti a quasi 600 persone a seguire questo evento».

REGOLE DEL GIOCO Il Walking Football, definito anche Calcio Camminato, è stato concepito con regole molto semplici e progettate per permettere di giocare in un modo diverso lo sport che ha fatto innamorare milioni di persone anche in età in cui si pensa di non poterlo più praticare ed anche per dare la possibilità a chi, pur avendo problemi muscolari, cartilaginei, cardiaci, alle anche o di complessità ridotta di proseguire l’attività sportiva e la competizione senza il rischio di infortuni seri. «L’obiettivo di chi pratica questo sport – prosegue Vecchi – è divertirsi insieme agli amici, praticando il calcio senza correre nessun tipo di rischio. Lo pratico da un anno e mezzo insieme a molti miei amici con cui condivido questa passione e con cui mi tengo in contatto quotidianamente. In questi anni ho notato che l’interesse che circola intorno al calcio camminato sta crescendo e aumentando sempre più. Un aspetto che mi lascia ben sperare per il futuro». Una disciplina in cui la parola d’ordine è una: inclusione. «Continuerò ad allenarmi con i miei amici».

Edoardo Varese

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