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    Csi, con il calcio a 11 si ripartirà a ottobre?

    Se tutto andrà bene, a ottobre anche gli amatori potrebbero tornare in campo. Per quanto al momento l’emergenza coronavirus non sia conclusa e, di conseguenza, sia ancora forse ottimistico fare previsioni sul campionato, il Csi di Pavia ha provato a ipotizzare alcuni format per la stagione 2020/2021, con tanto di date e modalità di svolgimento. Il comitato pavese, lo scorso venerdì 3 luglio, ha illustrato le ipotetiche soluzioni in un confronto online tenutosi alla presenza delle società lomelline. Il tutto sarà ovviamente subordinato all’andamento dell’epidemia e alle relative normative da applicare per lo svolgimento dell’attività sportiva: se tutto dovesse tornare, nei limiti del possibile, a una situazione di normalità, il via al campionato sarebbe previsto per il 18 ottobre 2020, sia per i gironi pavesi sia per quello lomellino.

    Annullata definitivamente la divisione dei gironi sulla base del giorno di gara (prassi in realtà già consolidata in Lomellina, dove da anni si gioca indifferentemente sia il sabato sia la domenica) le ipotesi prevedono o gironi fino a 14 squadre, con il termine dell’andata al 31 gennaio 2021 (pausa natalizia compresa) e del ritorno al 9 maggio, con la fase successiva (playoff scudetto e coppa) dal 30 maggio sino al 16 giugno, oppure gironi fino a 18 squadre, con due gare infrasettimanali nel turno d’andata. Se l’andamento epidemiologico dovesse aggravarsi in vista dell’autunno, il Csi ha ipotizzato una ripresa con l’anno nuovo: ripartendo il 24 o il 31 gennaio 2021, si potrebbero gestire o gironi a 18-16 squadre con solo andata oppure raggruppamenti più piccoli, da 8-9 società cadauno, ai quali seguirà comunque un post season tra fine maggio e inizio giugno.

    Per quanto riguarda l’esborso economico delle società, parte dei costi saranno coperti dal Csi regionale, grazie a un lavoro di reperimento delle risorse portato avanti sia dall’organo lombardo sia da tutti i comitati provinciali: a carico delle squadre rimarranno i 90 euro di affiliazione, i 100 di deposito cauzionale e il costo dei tesseramenti (9,50 cadauno), mentre non saranno più richiesti gli oneri per la gestione delle strutture. Per le società che già l’anno scorso erano iscritte al Csi, dalle tasse di gara (22,50 euro a partita) saranno inoltre scalati i soldi già versati lo scorso anno per il campionato non portato a termine a causa del Covid.

    Sebbene i minori costi per le società rappresentino innegabilmente un vantaggio, le incertezze sul futuro sono però ancora troppo alte per consentire una programmazione serena per il futuro. Durante la stessa riunione infatti molte squadre hanno espresso perplessità sui protocolli da rispettare per quanto concerne lo sport di contatto, che per quanto necessari per garantire la sicurezza presentano delle misure inattuabili per delle società amatoriali. Difficile al momento capire come e chi si presenterà ai nastri di partenza della prossima stagione: alcune squadre starebbero facendo delle riflessioni soprattutto a livello dirigenziale, mentre una società piemontese di Figc avrebbe chiesto informazioni per poter iscrivere uno dei propri team Juniores al girone lomellino.

    Alessio Facciolo

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