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sabato, Settembre 25, 2021
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    Euro 2020 / Vigevanesi in festa dalla Piazza… a Wembley!

    «Alla parata di Donnarumma ci siamo congelati per un paio di secondi, credo fossimo increduli, e abbiamo esultato subito dopo come pazzi con gli altri tifosi italiani che erano lì». Wembley, l’Italia ha appena ammutolito un’intera nazione, ma non un intero stadio: c’è uno spicchio di 7mila irriducibili che prova il brivido della vittoria mentre oltre 50mila inglesi per la prima volta in tutta la serata tacciono; tra loro ci sono anche due vigevanesi, Thomas Giuliano e Pier Giuseppe Graziano, che da anni vivono nel Regno Unito e non hanno voluto mancare al loro personale appuntamento con la storia.

    Vivere qua – racconta Giuliano – ha fatto in modo che fosse un’esperienza ancora più speciale. Finale degli europei Italia- Inghilterra qui a Wembley? Dovevo prendere i biglietti.

    Il primo impatto è stato disarmante, un po’ come accaduto alla squadra di Mancini nel quarto d’ora iniziale. «La loro bolgia ha contribuito a creare un’atmosfera da brividi», spiega il tifoso ducale, «volevamo farci sentire e quando cantavano eravamo un po’ impotenti. Dovevamo provarci quando si calmavano; ho comunque perso la voce». Anche perché c’è stato da soffrire per 120 minuti e poi ancora. «Personalmente pensavo di vincere con la realizzazione di Jorginho. Dopo il suo errore non ci siamo comunque persi d’animo, sapendo che per loro avrebbero tirato dei ragazzi giovani». L’errore di Southgate, che è costato ai malcapitati insulti razzisti, anche se Giuliano promuove i tifosi dei Tre Leoni. «A parte un gruppo di ragazzi che gridava “f* off Italy”, abbiamo visto tanti gesti di Fair play. Alcuni ci hanno abbracciato dicendoci “Respect” prima della partita, un giovane a fine match ci ha regalato una coppa finta che avevano portato in caso di vittoria e altri due hanno fatto un video con noi, intervistandoci, nonostante la delusione». Per loro, perché nel frattempo in uno spicchio di Wembley e in un paese non molto lontano scoppiava la festa.

    Piazza blindata per impedire l’accesso alle auto e scoraggiare assembramenti – il 2006 è veramente lontano a causa di terrorismo e covid – ma anche Vigevano non poteva non esultare per l’Italia campione d’Europa dopo 53 anni, a 15 anni dal mondiale tedesco e a 4 dalla cocente esclusione da quello russo; i tifosi hanno invaso il centro con bandiere, canti… Ma anche fumogeni, fuochi d’artificio, a un tratto pure carri funebri. Come quello che ha trasportato il “feretro inglese” attraversando piazza Sant’Ambrogio. Qui è stato il cuore della festa, la folla a piedi e il passaggio delle auto tra clacson, trombette, persone che brindavano sui tettucci delle macchine, con la Polizia Locale a gestire stoicamente il caos.

    E’ stato anche il ritorno delle partite vissute insieme, uno accanto all’altro – con molte deroghe alle misure anti-contagio – il momento in cui Vigevano, come l’Italia, è tornata a scoprirsi comunità dopo un anno e mezzo di pandemia che, come Pessina con quelle di Wembley, ha tagliato le “reti” sociali. Sperando che ora sia il momento di riannodarle.

    A Mede anche le campane si sono unite al tripudio. «Scandiscono i momenti di gioia e di dolore – spiega il parroco don Renato Passoni – e questo era un momento di gioia dopo la pandemia. Sono contento di aver visto una fiumana di gente in strada, come prete mi sono chiesto se non abbiamo perso il treno nel credere ai giovani solo in questa occasione».

    Giuseppe Del Signore (ha collaborato Dz)

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