Repice e il fallimento azzurro: «In Italia mancano campioni»

Un disastro quasi annunciato e un’Italia che esce da Euro2024 a testa bassa, dopo il 2-0 subito dalla Svizzera negli ottavi di finale. Una partita che, come se ce ne fosse bisogno, ha messo ulteriormente in luce le difficoltà tecnico tattiche della rosa di Luciano Spalletti. Gli elvetici con un’organizzazione decisamente superiore a quella dei campioni uscenti hanno strappato il pass per i quarti di finale, dove il 6 luglio affronteranno l’Inghilterra di Bellingham. L’Italia proverà invece ad attuare l’ennesima rivoluzione dopo l’ennesima spedizione fallimentare. Eccezion fatta per Euro2020, dal 2006 in avanti il calcio italiano ha e sta attraversando un periodo che definire nero parrebbe addirittura un eufemismo. Due eliminazioni ai gironi ai Mondiali, nell’edizione del 2010 in Sud Africa e in quella brasiliana del 2014. Alle edizioni 2018 e 2022 l’Italia non è nemmeno riuscita a timbrare il biglietto per partecipare.

CRISI AZZURRA «Mi pare evidente e non solo da quanto accaduto in questo Europeo che in Italia non nascano più giocatori di un certo livello – è la considerazione di Francesco Repice, giornalista sportivo e voce di Radio Rai – si fa sempre più fatica a trovarne e ancor di più a saperli far crescere. Abbiamo bisogno di una vera e propria rivoluzione, che parta però dalle scuole calcio e dal basso. L’under 17 ha vinto l’Europeo e in generale le giovanili hanno fatto bene negli ultimi anni, ma tutti questi giovani promettenti che fine hanno fatto? Pochi, davvero pochi quelli che riescono a diventare titolari nelle big della Serie A. Questo è uno dei tanti elementi negativi del calcio italiano, ma non l’unico». Quanto fatto vedere dai ragazzi di Spalletti non è quindi nient’altro che lo specchio della situazione in cui verte il calcio italiano. Al momento non sembrano esserci segnali che possano indurre a pensare a un cambiamento di rotta in questo senso.

Ci siamo presentati in Germania con una nazionale di un livello non certo eccelso, ma a questo bisogna aggiungere che la squadra non ha minimamente dimostrato di possedere né cuore né tanto meno determinazione. Non ci sono scusanti: l’Italia ha davvero deluso.

COLPEVOLI La Svizzera ha letteralmente fatto quello che ha voluto e ricordo che abbiamo superato il girone per il rotto della cuffia». Il gol allo scadere di Zaccagni contro la Croazia, anziché dare una scossa, ha solo rimandato il disastro. Intanto tra i tifosi azzurri qualcuno ha già preteso esonero o dimissioni del C.T Spalletti, nel tentativo di dare una spiegazione plausibile a un autentico fallimento sportivo. Ma è sufficiente attribuire la maggior parte della responsabilità a Spalletti? «E’ stato deciso di iniziare una strada, dal mio punto di vista va seguita almeno fino ai prossimi Mondiali – evidenzia Repice – quando Gravina lo ha scelto come sostituto di Mancini in molti erano contenti, forse perché memori del grande lavoro che ha fatto a Napoli conquistando lo scudetto nel 2023. Tuttavia, se Spalletti ha commesso un errore è stato proprio quello di aver cercato di adottare un sistema di gioco che funziona con i club, ma rivelatosi inadatto per la Nazionale. Comunque, l’unico responsabile di quanto accaduto in questo Europeo non è sicuramente solo lui». Fiducia a Spalletti, ribadita dal presidente della Figc Gabriele Gravina.

RISULTATI Italia a casa sconsolata e meritatamente, ma l’Europeo va avanti. Di misura, grazie a un autogol di Vertonghen, la Francia piega di misura il Belgio. La favola Slovenia si interrompe solo davanti alla lotteria dei rigori, per mano di un Portogallo che sta dimostrando di avere tanta voglia di vincere e di mettere in bachceca il secondo Europeo della loro storia. I lusitani vincono 3-0, con un Diogo Costa protagonista indiscusso del passaggio del turno, dopo che ha neutralizzato ben tre tiri dagli undici metri degli sloveni. Portogallo avanti col brivido. Finisce il sogno della Romania, che crolla 3-0 sotto i colpi dell’Olanda. L’Inghilterra con il brivido, con una rovesciata decisiva di Bellingham che si candida a essere il miglior gol dell’Europeo, piega 2-1 ai supplementari la Slovacchia. I ragazzi allenati da Francesco Calzona escono col rammarico di essere stati sopra di un gol fino al 91esimo, ma con la consapevolezza di essersela giocata alla pari contro una delle principali candidate alla vittoria finale e di aver tenuto alto l’orgoglio della propria gente. Avanti senza troppe difficoltà anche i padroni di casa della Germania, che piegano la Danimarca 2-0. La Spagna travolge 4-1 la Georgia e la Turchia di Vincenzo Montella si impone 2-1 sull’Austria, in quella che era la sfida tra le due principali sorprese. Venerdì alle 18 al via i quarti di finale: Spagna-Germania è forse il big match di giornata, ma anche Portogallo-Francia promette spettacolo. A Euro 2016 i lusitani batterono in finale proprio i transalpini. Sabato Inghilterra-Svizzera e Olanda-Turchia.

Edoardo Varese

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