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domenica, Settembre 27, 2020
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    Sport, come ripartire dopo la pandemia

    Il mondo è in continuo cambiamento e una volta che la parentesi coronavirus sarà definitivamente conclusa, saranno pochi gli aspetti della società che rimarranno immutati. È questo in sostanza il messaggio che è emerso dalla videocall tenuta su Zoom dal Rotary Club Mede Vigevano insieme al RC Abbiategrasso. Diverse attività devono ritornare alla normalità, è evidente. E deve essere così anche per quel grande apparato economico rappresentato dall’industria sportiva. Proprio per ribadire questo concetto ma anche per svelarne alcuni di un certo interesse, hanno preso parte alla videoconferenza personaggi che hanno fatto dello sport la propria ragione di vita. Figure che nel giro di poche ore sono riuscite a catturare l’attenzione di tutti i partecipanti.

    A dare inizio alla serata è stato Gianni Merlo, vigevanese doc e grande firma autorevole della Gazzetta dello Sport. Il celeberrimo giornalista sportivo è intervenuto in merito al difficile momento storico che stiamo attraversando. A seguito del quale è stata presa la decisione di rinviare i prossimi giochi olimpici. «Ho assistito a 23 edizioni tra olimpiadi estive e invernali – ha rivelato Gianni Merlo – di conseguenza so l’emozione che possono provare tutti gli atleti che prendono parte all’evento sportivo per eccellenza.

    Ma so anche che si tornerà alla normalità assoluta solo quando verrà trovato un vaccino specifico contro questo virus. Ho fiducia nel personale sanitario e se ora come ora possiamo concederci qualche sfizio in più rispetto anche solo a due mesi fa, è merito del loro lavoro. È vero che bisogna ripartire ma non dobbiamo commettere l’errore di compiere il passo più lungo della gamba.

    Corretta di rinviare le Olimpiadi di Tokyo nell’autunno del 2021, quando ci saranno sicuramente i presupposti sanitari e metereologici per poter vedere i nostri atleti all’opera. Il comitato olimpico investirà a tal proposito altri 800 milioni che si aggiungeranno al miliardo già indirizzato al comitato organizzativo. La situazione è ancora delicata ma sono certo che tutti insieme ne usciremo e ne usciremo migliorati».

    Il contatto con il pubblico è una di quelle peculiarità che lo sport in generale vuole recuperare. Non poteva che essere di questo avviso Claudio Galli, ex pallavolista che ha scritto pagine importanti della storia di questa disciplina. «La separazione tra le squadre ed i tifosi è stata una cosa inaspettata per tutti. Quando giocavo ho sempre pensato che per raggiungere determinati obiettivi fosse necessario il supporto dei miei supporters. Stanno riaprendo le discoteche e i teatri, non vedo perché non si possa ricominciare il campionato con una presenza anche se parziale, degli appassionati di questo sport. Bisognerà attendere come si svilupperà la situazione nei prossimi mesi ma sono fiducioso che ci lasceremo al più presto alle spalle questa brutta vicenda. La Pallavolo femminile ha tagliato dei traguardi fino a poco tempo fa impensabili. Abbiamo molte ragazze promettenti e se saranno disposte a compiere tanti sacrifici, potranno davvero diventare il nostro orgoglio nazionale».

    Dulcis in fundo ha preso parte all’evento anche Andrea Giannini, ex esponente dell’atletica leggera nazionale. Ora è un allenatore, un giornalista sportivo e commentatore di Eurosport. E visto e considerando il suo curriculum vitae di tutto rispetto, ha ribadito dei concetti fondamentali per ogni atleta. «Cogliere sempre un insegnamento anche dalle condizioni più estreme. Questo virus ci ha impartito una lezione, cioè che non bisogna mai dare nulla per scontato e soprattutto non bisogna mai fermarsi davanti a nulla. Se non fosse stato per la quarantena non avremmo mai avuto modo di prendere confidenza con la piattaforma zoom che per molti è diventata uno strumento indispensabile in ambito professionale e non solo. A settembre riprenderanno le gare internazionali e sono sicuro che i nostri atleti sapranno farsi valere. Non ci resta che ripartire dalla cultura sportiva di cui disponiamo per invogliare sempre più giovani ad entrare a far parte dei nostri settori».

    Edoardo Varese

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