A maggio si farà la sagra dell’asparago dopo due anni di interruzione, ma non ci sarà il negozio per la vendita degli asparagi. La notizia non è piaciuta all’opposizione, che in un comunicato ha stigmatizzato la decisione della maggioranza.
LA MINORANZA INSORGE «Da anni – spiega il consigliere di minoranza Alberto Pisani – il consorzio ha un ruolo preciso: promuovere l’asparago, organizzando e coordinando il lavoro dei produttori con l’obiettivo ben preciso di tutelare i consumatori garantendo un prodotto di qualità. A nostro avviso, l’amministrazione comunale dovrebbe essere al fianco di chi promuove e si impegna a mantenere viva la produzione dell’asparago rosato di Cilavegna, cercando altresì di far conoscere questa eccellenza. Nell’ultimo anno si sono svolti vari incontri tra la dirigenza della Conpac e l’amministrazione, durante i quali venivano ventilati aiuti per il rilancio dell’attività del consorzio, specie dopo due anni di pandemia. Proseguendo gli incontri, però, si ha avuto sempre più l’impressione che le promesse fatte venissero riviste al ribasso. L’ultima decisione presa dall’amministrazione, purtroppo, è stata una conferma. L’attuale giunta Falzone, continuità delle passate a guida Colli, ha deciso, infatti, dopo circa vent’anni di utilizzo, di non concedere i consueti spazi presso alla “Casa del Popolo”, solitamente adibiti a gestire il loro punto di distribuzione. Questa scelta, ovviamente, non è da noi condivisa. In tutti questi anni Conpac ha utilizzato, nel periodo di produzione dell’asparago, gli spazi ora negati»
Dopo due anni di pandemia, la difesa della nostra tradizione da parte della maggioranza si esplicita, con nostro grande rammarico, col non rinnovare la disponibilità di spazi comunali

I problemi tra Conpac e amministrazione non sono nuovi e sono cominciati quando è nata la nuova associazione Apac, della quale il vicesindaco Giuseppe Colli è fondatore e presidente. L’opposizione senza mezzi termini sostiene, che l’amministrazione dovrebbe ricevere una tutela maggiore rispetto all’Apac, perché tutela tutti i produttori e «garantisce il completo ritiro della produzione, azzerando per l’associato il rischio invenduto, si fa carico della distribuzione degli asparagi e cura la diffusione del nome dell’asparago di Cilavegna al di fuori dei confini comunali».
LA RISPOSTA DELLA MAGGIORANZA Il vicesindaco Giuseppe Colli rispedisce le accuse al mittente: «Non è più stato fatto il bando – dice – per usare due stanze al piano terra perché sono più a norma. Non hanno destinazione commerciale. Non ci sono più gli spazi giusti per svolgere l’attività di compravendita è pieno di locali in affitto possono affittare un mese. Abbiamo parlato con il presidente del consorzio abbiamo chiarito inizieremo anche una collaborazione. L’opposizione arriva in ritardo. Continueremo a dare contributi. Sarà in generale con i rivenditori di asparagi che non fanno parte del consorzio ci sono anche dei produttori che vendono per conto loro. Il comune ha messo a disposizione le proprie pagine del sito a tutti i venditori. Quest’anno non c’è stata nessuna polemica con il consorzio. Trovo l’osservazione stucchevole e tardiva. Potevano parlare con noi».
Andrea Ballone

