Dopo due anni di chiusura ritornano a pieno regime le celebrazioni per San Getulio, del quale quest’anno ricorrono i 350 anni dalla traslazione. Le celebrazioni si sono già aperte il 29 marzo alle 21 con il Pontificale del vescovo di Lodi Maurizio Malvestisti alle 21 in chiesa alla presenza delle autorità e delle associazioni di volontariato.
Il 29 maggio si avrà poi l’apertura dell’indulgenza plenaria, che la Santa Sede ha concesso per l’occasione.

IL PROGRAMMA COMPLETO La cerimonia sarà officiata dal vescovo di Vigevano Monsignor Maurizio Gervasoni. «Il programma – spiega il parroco di Gambolò don Roberto Redaelli – prevede una serie di manifestazioni religiose, folcloristiche e culturali. A partire dalle riedizione del libro che racconta la vita e il martirio di San Getulio, ma quest’anno riprenderemo anche con il tradizionale palio della città dedicato agli adulti, che sarà affiancato da quello dei ragazzi che si terrà all’oratorio». Come accade ogni dieci anni poi ci sarà una processione con il corpo del Santo per le vie del paese.

LA STORIA DEL PATRONO DI GAMNOLO’ Getulio nacque nella città di Gabii sulla via Prenestina e venne martirizzato dall’imperatore Adriano. Secondo il racconto della Passio venne sottoposto alla flagellazione e al fuoco, ma ma essendo sopravvissuto a entrambe le prove fu prima preso a bastonate e poi decapitato con i suoi compagni. Dal 1672 è il patrono di Gambolò, dove si trova una parte delle reliquie. Fino al 2011 il regolamento prevedeva che la salma del patrono fosse portata in processione ogni venticinque anni, poi ridotti appunto a dieci, con decreto del parroco di Gambolò, don Paolo Nagari. Il primo anno in cui fu applicata questa novità fu nel giugno del 2012. Dal 2010 inoltre al santo è stato dedicato il palio della città nel quale si scontrano i quattro rioni: Giasera, San’Iuliana, Vgnà e Marina. Nello stesso anno è stato introdotto anche il San Getulio d’oro, premio che viene conferito ai cittadini illustri.
Andrea Ballone

