Sono a buon punto nel centro storico di Garlasco i lavori per la modifica del manto di piazza San Rocco.
LA MODIFICA La pavimentazione in origine era stata realizzata solo con sassi, senza alcun camminamento liscio, con l’impossibilità di accesso da parte di carrozzine, passeggini e persone con disabilità. Dopo la segnalazione del consigliere di minoranza Enzo Rossato, il Comune guidato dal sindaco Simone Molinari ha preso atto della situazione. «Avevamo registrato vari commenti dei cittadini che frequentano la piazza – racconta l’assessore all’urbanistica Francesco Santagostino – e anche se ci risultava che le pietre fossero state messe nel modo meno fastidioso possibile, ci siamo attivati con la Sovrintendenza alle belle arti per chiedere di poter sistemare delle passatoie in cemento o in marmo come si fa in molte piazze. Alla fine abbiamo scelto il porfido, sistemando anche la pavimentazione dei due vicoletti laterali, che hanno un notevole valore storico».
IL PRIMO INTERVENTO Il sagrato di piazza San Rocco non è rialzato ma si trova allo stesso livello dell’ingresso della chiesa che sino alla fino ai primi del 1800 rappresentò il vero e proprio nucleo storico cittadino. Piazza della Repubblica è sorta poi in un secondo tempo a fronte della demolizione di alcuni immobili che davano sul corso Cavour. L’intervento precedente faceva parte del terzo lotto dei lavori di riqualificazione del centro storico, e solo per l’ultima tranche di piazza San Rocco l’investimento complessivo era stato di circa 95.500 euro.
LA CONTESTAZIONE «Non ho contestato la riqualificazione della piazza, che era doverosa – spiega Rossato, che in merito aveva presentato un’interpellanza in consiglio comunale – ma il materiale scelto per la pavimentazione, formata da pietre che impediscono l’accesso alle sedie a rotelle dei diversamente abili che si recano quotidianamente alla messa in San Rocco. Avevo ricevuto diverse segnalazioni in proposito, anzi io personalmente avevo dovuto prendere in braccio una persona con disabilità che doveva andare in chiesa, perché la sua carrozzina si era bloccata tra i sassi e non andava più né avanti né indietro».
Davide Zardo

