Uno sgradito regalo dell’Epifania, amaro come carbone, quello recapitato ai Vigili del fuoco di Mede: alle otto di sera del 6 gennaio alcuni ignoti si sono introdotti nella caserma di via Regina Cassolo, portando via attrezzature di soccorso fondamentali: un “gruppo taglio” completo di cesoia e divaricatore – strumenti decisivi negli incidenti stradali – quattro motoseghe e due moto-troncatori.
I DANNI Come se non bastasse, il raid ha lasciato ferite profonde anche alle strutture, con il portone d’ingresso e la nuova autobotte gravemente danneggiati, segni evidenti di una violenza che non si limita al furto ma colpisce il cuore stesso di un servizio pubblico. Parole dure arrivano dal sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna: «Al netto del fatto che ogni violazione di proprietà e ogni furto siano naturalmente condannabili, colpire un’associazione di volontari che gratuitamente opera 365 giorni e notti all’anno a favore di 17 comunità lomelline è un atto vigliacco. Parliamo di centinaia di interventi, di vite aiutate, di presenze silenziose ma decisive. Ci auguriamo che si trovi finalmente il modo di stroncare queste attività criminose». E poi la vicinanza concreta: «Ai volontari dell’associazione “115 Amici dei pompieri Lomellina Sud Odv” va tutto il nostro affetto e il nostro sostegno. Faremo il possibile perché solidarietà e riconoscenza non restino parole, ma diventino aiuti reali». Senza sconti, infine, il giudizio sugli autori del furto: «A loro l’augurio di finire in galera, dove meritano di stare».
SI VA AVANTI Nonostante il colpo subito, però, il cuore del servizio continua a battere, come ribadisce Gianluca Galli, presidente dell’associazione “115 Amici dei pompieri”: «È un gesto vile, che va contro l’intera comunità, ma i Vigili del fuoco di Mede non si fermano e restano operativi sul territorio, continuando a garantire il soccorso alla popolazione con il massimo impegno. Ieri tanta rabbia e tristezza, da oggi ricominciamo a lavorare anche per cercare le nuove attrezzature. Grazie a tutti coloro che ci sono vicini». Ora si attende che le indagini facciano luce sull’accaduto, mentre tra sirene che continuano a partire e mani che non smettono di tendersi verso chi ha bisogno, Mede prova a trasformare l’indignazione in forza e la ferita in un motivo in più per andare avanti.
Davide Zardo



