Mortara, quei bisogni dietro le rette morose

I più piccoli non devono pagare le colpe dei grandi, né subire discriminazioni a tavola per le difficoltà economiche dei genitori. È questa la posizione dei Maestri Cattolici e dalla Caritas di Vigevano in merito al caso dell’Istituto Comprensivo di Mortara, con il Comune ha introdotto un menù in bianco per gli alunni con rette arretrate. Un recupero crediti che passa da ciò che i bambini mangiano a scuola: una decisione sulla quale è intervenuto anche il mondo cattolico.

LA VICENDA Lo scorso 10 settembre con una delibera di Giunta l’amministrazione Farina con una delibera di giunta ha stabilito che ai figli delle famiglie con più di 150 euro di arretrati per la mensa scolastica venga servito un pasto diverso da quello dei compagni: pasta in bianco e pollo o altra carne bianca. Il Comune usa il menù differenziato per sollecitare il pagamento delle somme dovute. La scelta del sindaco Fabio Farina ha aperto una discussione: il debito riguarda gli adulti, mentre la differenza si vede durante il pranzo dei bambini. Il primo cittadino Farina e Elio Pecchenino, vicesindaco ai servizi sociali avevano spiegato che la misura fosse stata introdotta in quanto l’ente pubblico «ha riscontrato diversi casi di mancato aggiornamento dell’ISEE e che i genitori non si fossero preoccupati di segnalare eventuali allergie da parte dei propri figli.  Abbiamo pensato che questa misura potesse essere tutelativa per i bambini». Questo, invece, il testo della delibera:

In tali casi – si legge – fino alla regolarizzazione dell’iscrizione, verrà somministrato pasto in bianco, quale misura temporanea, secondo le modalità definite dal servizio competente e nel rispetto delle esigenze scolastiche e sanitarie segnalate.

 La questione ha suscitato fin da subito reazioni politiche. Le critiche hanno fatto leva sul fatto che somministrare in via temporanea un pasto in bianco a bambini non censiti non azzerrerebbe comunque i rischi. Secondo le realtà cattoliche, invece, tutti i bambini dovrebbero avere modo di ricevere lo stesso pasto.

I MAESTRI CATTOLICI  Angela Falzoni, referente dell’associazione Maestri Cattolici Lucia Rossi di Vigevano è stata per anni responsabile del servizio scuole materne del Comune. È lei a spiegare che «non bisogna far ricadere le colpe sui bambini. Ho diretto le scuole materne a Vigevano per più di 30 anni. Questi problemi ci sono sempre stati, nel senso che qualcuno che non pagava c’è sempre stato, perché adesso con la crisi, la mancanza di lavoro è aumentata la povertà rispetto ad anni fa. Io sono del parere che i bambini devono avere sempre tutto quello che serve, mi sembra assurdo discriminare i più piccoli. Forse bisognerebbe pensare ad altre soluzioni, senza penalizzarli, a maggior ragione se sono lì che mangiano uno accanto all’altro.

Sono piccoli, non riescono a spiegarsi il motivo di alcune situazioni. I bambini non dovrebbero subire tutto questo, non vanno discriminati.

LA CARITAS La Caritas di Vigevano, invece, si interroga sia su ciò che potrebbe star dietro a questa disposizione dell’amministrazione guidata dal sindaco Farina, sia su quali possono essere le ragioni che abbiano indotto gli insolventi a non pagare i servizi. Entrambe sono domande che si pone Michela Vennari, referente del dentro d’ascolto della Caritas diocesana: «Ci interroghiamo sulla logica e sul pensiero che stanno dietro a questa scelta. Ci siamo chiesti se la decisione di servire una pasta in bianco derivi dal fatto che il bambino, trovandola poco accattivante, vada subito a riferirlo a mamma e papà, rivelando così la morosità della retta».

LE REALI ESIGENZE La Caritas di Vigevano, insomma, si interroga ancora su «quale sia il pensiero alla base di tali provvedimenti e se sia davvero questo – continua Vennari – vogliamo capirlo. Generalmente, quando da noi arrivano famiglie che non riescono a pagare la mensa, cerchiamo di comprendere le reali esigenze che ci sono. Non si tratta di un capriccio, ma di un bisogno concreto. Al momento non abbiamo una risposta definitiva; ci stiamo ancora interrogando su questo tema».

Edoardo Varese

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