Che fosse uno dei centri più inquinati della provincia è stato scritto più volte, ma allo stesso tempo è un paese con una quota di verde superiore alla media. Almeno alla media della zona della pianura padana dove prevale la coltura del riso. Nel corso dell’ultima consulta dell’ambiente l’amministrazione comunale ha presentato uno studio, curato dallo studio ambientale vigevanese Terra Viva, secondo il quale la quantità di alberi e zone riservate a prati e campagna di Parona è superiore alla media. «In media – dice il sindaco Marco Lorena – nel nostro paese risulta che ci sia una presenza media superiore di verde, cioè prati e boschi, di quanta ce ne sia negli altri comuni della pianura risicola lombarda». L’intenzione dell’amministrazione paronese è quella di incrementare la quantità di verde in paese, attraverso nuovi progetti per i quali si punta ad avere dei finanziamenti regionali. «Abbiamo dato mandato di effettuare lo studio – continua Lorena – perchè è nostra intenzione incrementare la quantità di alberi e prati. Abbiamo deciso di partecipare a un bando di Regione Lombardia che promuove una serie di contributi per chi pianta foreste o comunque incrementa la presenza di spazi naturali». Parte del verde che si trova sul territorio paronese deriva, paradossalmente dalla stessa presenza degli impianti inquinanti, i quali come nel caso del termovalorizzatore si sono occupati della compensazione ambientale. É una pratica che consiste nel piantare alberi o creare spazi verdi ogni volta che si decide di aprire un impianto inquinante. Ad esempio il bosco dell’Acqualunga, la cui gestione nei prossimi mesi sarà affidata a un’associazione che si occuperà di valorizzare il polmone verde, è nato da una compensazione dovuta all’arrivo dell’impianto di termovalorizzazione. Nuovi spazi verdi potrebbero arrivare anche grazie ai fondi che sempre Lomellina Energia ha deciso di corrispondere come compensazione, qualora la Regione dovesse approvare il progetto dell’impianto di essiccazione dei fanghi, di cui si è discusso più volte nel corso delle riunione della consulta dell’ambiente.
Andrea Ballone

