Un 39enne di Robbio è stato arrestato dalla Polizia di Stato per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
IL CASO L’attività è stata avviata dalla Sezione operativa per la Sicurezza Cibernetica di Novara durante lo scorso anno, a seguito di una segnalazione del Ncmec (“National Center for Missing Exploited Children”) relativa alla diffusione di materiale pedopornografico avvenuto tramite l’applicazione di messaggistica Messenger. I primi accertamenti riconducevano all’account di un pensionato, risultato in un secondo momento completamente estraneo ai fatti in quanto il suo profilo social era stato hackerato. I successivi approfondimenti hanno poi permesso di risalire all’identità dell’arrestato.
PERQUISIZIONI Nel corso della prima perquisizione, effettuata nel febbraio 2025, sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici nella disponibilità dell’indagato. Gli accertamenti tecnici e le successive analisi forensi hanno consentito di individuare circa 15mila file, tra foto e video pedopornografici, alcuni dei quali particolarmente violenti. Sempre nel corso degli accertamenti, gli inquirenti hanno appurato l’accesso abusivo ad altri account Messenger hackerati (circa 200), oltre a quello del pensionato, da cui erano stati diffusi i contenuti pedopornografici. Oltre agli account, sono stati sequestrati ulteriori 5 dispositivi che verranno sottoposti a ulteriori accertamenti forensi. Nel frattempo, l’indagato è stato condotto presso il carcere di Biella e sottoposto all’interrogatorio di garanzia.
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