Mortara, per gli Scout d’Europa un traguardo storico

E’ stata una giornata dove la gioia si respirava a pieni polmoni e non poteva essere diversamente quando si festeggiano i primi 40 anni di cammino scout della sede mortarese degli Scout d’Europa. Un giorno iniziato di buon mattino con la predisposizione dei 40 pannelli contenenti, ciascuno, un anno di vita del gruppo.

Momenti pieni di ricordi ed emozioni, per qualcuno di un tempo ormai passato, per altri, invece, tempi solo dietro l’angolo.

LE FOTOGRAFIE Ma tutte le foto, sempre, testimoniano la sana attività dei ragazzi e delle ragazze che in questi quattro decenni hanno reso grande lo scoutismo a Mortara. Non ci sono differenze di età fra chi oggi è giovane scout oppure chi lo è da decenni; per tutti c’è alla base un modo di vivere comune, al di là dell’età. Perché scout lo si è per sempre, anche se non si frequenta più la sede. Il seme gettato dallo scoutismo germoglia, forma e ha formato cittadini e persone di grande umanità.

LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA Per questo domenica scorsa, 20 febbraio, non è stato un momento per ricordare, ma per vivere e rivivere momenti speciali. Tutti insieme. Ma oltre alla mostra fotografica che da maggio sarà esposta al Civico.17, tutti i lupetti, le coccinelle, gli esploratori e le guide hanno partecipato a un fantastico grande gioco per le vie adiacenti piazza Monsignor Dughera che è culminato in un momento di festa, al termine della Santa Messa delle 11.15 presieduta dal Vescovo Maurizio. Durante la celebrazione eucaristica, animata dai canti dei giovani scout, sì è voluto ringraziare per il traguardo e ricordare coloro che hanno già raggiunto la meta finale.

IL MESSAGGIO DEL VESCOVO «Voglio ringraziare il Vescovo della sua presenza – si è rivolto all’inizio della Messa al Vescovo, Giuseppe Felicioni, capogruppo Scout d’Europa – e i nostri sacerdoti don Carlo e don Marco che ci seguono nella nostra formazione. Per noi è una giornata importante che viviamo tutti insieme». Un messaggio di vita lo scoutismo che riviveva anche nel Vangelo della domenica. «Lo scoutismo – ha sostenuto il Vescovo Maurizio durante l’omelia – possiamo definirlo un gioco, forse anche un balletto perché serve preparazione, affiatamento, vita insieme. Quello che voi fate, perché essere scout non è solo durante i vostri incontri, ma ogni momento della vostra vita». Al termine della funzione, il rinnovo delle promesse scout, come avviene ogni anno e, nella basilica di San Lorenzo erano molti, anche fra i fedeli, ad alzare la mano e ripromettere quel giuramento di vita. Poi l’uscita dalla Basilica e la parte finale: il breve saluto del vice sindaco Gerry Tarantola (il cui suocero fu uno dei fondatori Scout), e la composizione finale del puzzle gigante con la foto di gruppo scattata all’alzabandiera nella sede di via Barone. E la novità dell’album di foto, con le figurine di ogni scout da comporre e la foto di gruppo in piazza.

Giorgio Giuliani

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