Libri fatti a pezzi, con pagine disseminate per le vie del centro di Mede, soprattutto in via Silvio Pellico. É l’atto vandalico che domenica sera ha colpito la Cà di Libar (postazione di bookcrossing in cui si possono prelevare o lasciare volumi) in piazza Marconi, davanti alla casa di riposo. Un’iniziativa fortemente voluta dalla consigliera comunale Lucrezia Prestini, presidente dell’associazione Amici della biblioteca: «La “Cá di Libar” (casetta dei libri), progetto culturale di promozione alla lettura nel territorio della Lomellina, è nata con lo scopo di unire proprio attraverso la cultura, nello specifico utilizzando come veicolo il libro. Questi fenomeni vandalici, di contro, hanno diviso la nostra società: da un lato i ragazzotti infelici che, in una calda sera d’estate, non avevano niente di meglio da fare che distruggere un patrimonio culturale; dall’altro lato i cittadini infuriati che chiedono giustizia. Nel mezzo i delusi e rassegnati. Come dargli torto, a questi ultimi, che nella maggior parte dei casi provengono dalla generazione passata, la quale lasciava addirittura la porta spalancata uscendo di casa, sicuri di ritrovare tutto al proprio posto». É probabile che gli autori del gesto siano alcuni ragazzi: «Care nuove leve, meno di 10 anni passano tra me e voi, – continua Lucrezia – l’età di un bambino e il suo animatore all’oratorio, a dimostrazione di come la volontà possa essere in grado di arrivare lontano: quella volontà fatta di vero desiderio, di urla in piazza e non in periferia. Ci avete mai pensato a quanti giovani, più o meno della vostra età, sono amministratori? Presidenti? Consiglieri? Lavoratori in ottime posizioni? Ci avete mai pensato che se solo provaste a fare un passo, magari, qualcosa da quei giovani potrebbe essere tirato fuori? Smettetela di nascondervi sempre dietro la frase “spacco tutto perché intanto non cambia niente”. Questa, mi spiace dirvelo, è la forma più grande di paura e voi, che di contro, cercate di dimostrare così tanto di non averne attraverso mezzi di poco conto, non fate altro che pubblicare a una intera comunità quanto siete piccoli. Questa sera, tra un pagina di pollicino e l’altra disseminate nelle vie di Mede, fermatevi un attimo a riflettere su ciò: voi siete davvero il cambiamento che avete sempre desiderato o state solo dimostrando qualcosa che nemmeno vale la pena prendere in considerazione? “Chi la dura la vince”. Ecco: io continuerò a mettere libri nella casetta, perché credo nel cambiamento, forte e deciso. Voi continuerete a distruggere ciò che tutti amano. Finché, prima o poi, la nostra casetta non sarà piena di libri e le vostre tasche non saranno vuote». Il Comune sta ancora decidendo se sporgere denuncia, controllando se le telecamere nelle vicinanze abbiano ripreso qualcosa. «Che senso ha un’azione simile, – commenta il sindaco Giorgio Guardamagna – se non distruggere un patrimonio culturale a disposizione di tutti e sporcare le vie pubbliche? Che tristezza. E’ un dispiacere vero vedere questi ragazzi comportarsi così. Le motivazioni e ragioni certo affondano in un terreno complicato, ma alla fine ognuno è responsabile di sè. Anche se giovani direi che questo gesto è compiuto consapevolmente, e ciò aggrava ulteriormente la situazione. Vedremo come intervenire. Saranno gli organi competenti ad adottare le adeguate misure». Gli fa eco la vicesindaco e assessore alla sicurezza, Michela Greggio: «E’ una tristezza infinita, e non credo che chi abbia fatto questo gesto ne abbia capito la gravità. Bisogna imparare a distinguere le bravate da altro, forse dovuto a noia. Vedremmo come procedere». Così l’assessore alla cultura, Patrizia Cei: «Non ci sono parole, è un atto deplorevole e ingiustificato. Già arrivare a pensarlo è inconcepibile». Infine la direttrice della biblioteca, Claudia Pisani: «Rimango stupita da questo vandalismo che ha colpito un’occasione di cultura, la quale non può essere una minaccia per nessuno. Un libro può dare solo piacevolezza».
Davide Zardo

