Tromello, sala Nautilus: viaggio nell’ultimo ballo

L’ago del giradischi si alza per l’ultima volta dal vinile. La musica si interrompe, resta per un istante il fruscio della puntina e poi il silenzio. A Tromello, oggi, quel silenzio porta il nome del Nautilus.

L’ULTIMA SERATA Dopo oltre cinquant’anni di balli, feste, spettacoli e incontri, la storica sala si ferma, almeno nella sua veste più popolare, ovvero quella della sala da ballo. Il sipario è calato dopo una vicenda che negli ultimi anni ha visto il Nautilus al centro di un acceso confronto sul rumore. Da diverso tempo famiglie residenti nelle vicinanze contestavano al Comune le emissioni sonore provenienti dalla struttura, gestita dalla Pro Loco. Il tentativo di trovare una soluzione condivisa non ha portato a un accordo e la questione è approdata in tribunale. Il pronunciamento del Tribunale di Pavia ha imposto un limite massimo di 73 decibel, misurati al centro della sala, oltre all’installazione di un limitatore acustico e ad altri accorgimenti. Una decisione che non dispone formalmente la chiusura della struttura, ma cambia radicalmente le condizioni per organizzare serate musicali e danzanti.

SI FERMA LA MUSICA La Pro Loco, ritenendo impossibile proseguire l’attività come in passato, ha quindi annunciato la sospensione delle serate. «Fa male pensare che non ci sarà più musica – racconta il signor Mauro, voce di una generazione cresciuta tra pista e tavolini – il Nautilus era un appuntamento comune per tutti, sapevi che entravi e trovavi qualcuno che conoscevi. Non era soltanto ballare, ma era incontrarsi e vivere una serata insieme, mentre adesso sembra quasi che abbiano spento una luce che era accesa da decenni». La signora Rita torna ancora più indietro con la memoria. «Io ci andavo quando ero giovane. Mi ricordo le serate, i vestiti preparati con cura, gli amici che si davano appuntamento e la pista piena. C’erano persone che magari durante la settimana non vedevi mai e che ritrovavi lì. Quando penso al Nautilus mi viene in mente un pezzo della mia giovinezza». Eppure, dall’altra parte delle mura, il problema del rumore era diventato concreto:

Sono dispiaciuto che chiuda, davvero – racconta il signor Gianfranco – soprattutto per tutto il polverone sollevato con la questione in tribunale. Non sono contento della chiusura: avrei preferito che si trovasse un modo per far convivere la musica con chi abita qui.

È proprio questa la contraddizione dell’ultimo ballo: da una parte il diritto al riposo e il rispetto dei limiti acustici, dall’altra il valore di un luogo che per Tromello ha rappresentato aggregazione e identità. La Pro Loco ha ricordato come il Nautilus non fosse soltanto una sala da ballo, ma anche uno spazio per saggi scolastici, teatro, feste e altri momenti collettivi. Resta così una pista vuota, con le casse silenziose e le luci spente. Forse non è la fine definitiva del Nautilus, ma certamente è la fine di un’epoca per chi lo ha vissuto come sala da ballo.

Edoardo Zanichelli

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