Porta Genova, addio: da dicembre 2025, con l’ingresso in vigore dell’orario invernale, la storica stazione milanese chiuderà definitivamente i battenti. Per oltre un secolo, lo scalo dei Navigli ha rappresentato il capolinea e l’accesso alla metropoli per chi, dalla Lomellina, viaggiava sui binari della Mortara-Milano: da dicembre il viaggio dei pendolari da San Cristoforo si prolungherà fino a Rogoredo, passando per le stazioni di Romolo, Tibaldi, Porta Romana. Un tragitto più lungo, che darà accesso diretto anche all’alta velocità e alle linee della metro M2, M3 e M4, ma al prezzo di un aumento delle tariffe del biglietto, con rincari di oltre un euro a singolo ticket.

AUMENTI C’entrano gli aumenti decisi da Regione Lombardia ed entrati in vigore lo scorso 1 luglio, ma soprattutto centra la maggior lunghezza della tratta che porterà lavoratori e studenti sotto la Madunina. Questo si evince dalla delibera approvata dal Pirellone nei giorni scorsi, nella quale, oltre a essere il primo documento a indicare una data precisa per la chiusura di Porta Genova, è specificatamente detto come sia «opportuno che per la linea Milano-Mortara il calcolo delle distanze per l’accesso al “centroide” di Milano sia effettuato rispetto alla stazione di Milano Rogoredo», ovvero il nuovo capolinea. Ma quanto spenderanno in più i pendolari? A provare a fare i conti nel concreto è l’associazione Mimoal, che rappresenta i viaggiatori della Alessandria-Mortara-Milano: «Lo spostamento del capolinea a Rogoredo ha degli indubbi aspetti positivi, come la connessione con l’alta velocità e con altri servizi regionali e a lunga distanza oltre alla fruibilità delle fermate poste sulla cintura sud come la Bocconi – spiegano da Mimoal – ma comporta anche un piccolo aumento tariffario per i viaggiatori provenienti dalla Lomellina. Per fare un esempio, da Mortara il biglietto singolo passerà da 5,20 a 6,10 euro e l’abbonamento mensile da 88 a 97 euro; da Vigevano il biglietto singolo passerà invece da 4 a 5,20 euro e l’abbonamento mensile da 77 a 88 euro».
Per i viaggiatori da Abbiategrasso a Milano non cambierà nulla perché usufruiscono dello Stibm, il biglietto integrato che però non copre le zone al di là del Ticino.
LE REAZIONI La chiusura di Porta Genova porterà parecchi cambiamenti, e non solo nella routine dei viaggiatori. «Cambierà qualcosa per i servizi della Alessandria-Mortara-Milano? Probabilmente sì, ma non come ci saremmo aspettati – è il commento di Mimoal – abbiamo già avviato una interlocuzione con regione Lombardia affinché il servizio sia aumentato anche su Mortara e Alessandria, non solo nel sud ovest milanese, per dare sfogo alla forte richiesta di trasporto visto che i viaggiatori sono 21.100 al giorno, più del 7% rispetto al pre Covid, ma anche per giustificare parzialmente l’aumento tariffario conseguente allo spostamento del capolinea. Speriamo in autunno di poter dare notizie positive al riguardo». Anche perché mentre qualcuno, tra social e comunicati stampa, solleva qualche polemica (il gruppo civico Vigevano prima di tutto, la lista di Vigevano futura, la sezione ducale di Italia viva tra i primi a stigmatizzare la notizia), nel “paese reale” a preoccupare sono per di più i ritardi che già si accumulano sui binari. In questo senso, il mese di giugno è stato di vera passione: «Dopo scioperi, ripetuti guasti ai convogli è arrivata la ciliegina del guasto misterioso all’infrastruttura a porta Genova nel pomeriggio di lunedì 30 giugno – segnala Mimoal – al danno si aggiunge la beffa di una comunicazione incompleta e intempestiva che ha costretto i viaggiatori a inventarsi di tutto per tornare a casa quando bastava annunciare chiaramente che raggiungendo la stazione di San Cristoforo si sarebbe potuto usufruire del servizio anche se con ritardi».
Alessio Facciolo


