Basta cibo da casa per chi aderisce alla mensa

Per chi aderirà alla mensa scolastica, non sarà più possibile portarsi il pasto da casa. Sarà questo il nuovo regolamento sui servizi scolastici che entrerà in vigore dal prossimo anno. I responsabili del settore per il comune incontreranno i dirigenti scolastici martedì 9 luglio per spiegazioni e chiarimenti: da settembre, comunque i bambini iscritti alle mense nelle scuole di Vigevano non potranno più portarsi il cibo da casa.

LA CIRCOLARE La novità è stata comunicata in una circolare alle scuole che stabilisce che «l’iscrizione al servizio di ristorazione comporterà l’obbligatoria fruizione quotidiana dei pasti» e che

il consumo del cibo domestico sarà possibile soltanto per i non iscritti al servizio.

Niente più panino da casa per chi usufruisce della mensa scolastica e decide di rinunciarvi, quando non piace il menù proposto in un giorno della settimana. Stop alle iscrizioni plurime e rinunce alla mensa durante l’anno.

I COMMENTI Giovanna Montagna dirigente al comprensivo statale di viale Libertà spiega il provvedimento: «Ci sono alunni che usufruiscono della mensa a seconda del pasto, molti che accedono nella mensa consumano il pasto domestico e la ditta deve sostenere i costi del personale pur non beneficiando tutti gli studenti del servizio. Questo dal mio punto di vista e da quello del comune, ma soprattutto del servizio di ristorazione crea un danno perché si trovano a pagare dipendenti per pasti che alla fine non vengono poi pagati e non è, a mio avviso, educativo che un bambino possa dire “Questo mi piace, questo non mi piace”. I bambini dovrebbero abituarsi a mangiare tutto. E’ impossibile imporre un pasto a pagamento alle famiglie: il comune cerca di tutelarsi. Il loro obiettivo è far sì che chi sceglie la mensa la scelga sempre e chi non la sceglie semplicemente si porti il panino da casa. Poi quello che accadrà nella realtà lo scopriremo solo vivendo: ci aggiorneremo dopo il 9 luglio».

IN ATTESA Anna Miracca del comprensivo di Regina Margherita è attendista: «Ha senso parlarne dopo il 9 luglio, quando avremo capito meglio la linea del comune e condiviso alcune criticità», Pietro Chierichetti dirigente all’IC di via Anna Botto è sulla stessa linea d’onda: «Auspichiamo che il 9 luglio si possa affrontare la questione con flessibilità e disponibilità per valorizzare un servizio importante per famiglie e scuola». Massimo Camola ds all’IC di via Valletta Fogliano spiega come  «nell’incontro cercheremo di capire se quella potrebbe essere la soluzione per garantire, a tutti, un servizio determinante come quello della mensa».

Isabella Giardini

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