Il sindaco uscente di Vigevano, Andrea Ceffa, nonostante gli accordi tante volte sbandierati sulla regola ferrea che indicava lui, in quanto primo cittadino uscente della città ducale, come il candidato del centrodestra per le prossime elezioni amministrative, ha mostrato la disponibilità di farsi da parte. Martedì sera ha diffuso una dichiarazione pubblica che tiene insieme disponibilità personale e richiamo all’unità della coalizione. A stretto giro di posta, la segreteria vigevanese di Forza Italia ha diffuso nella notte una replica che lascia ancora aperti tutti i giochi.
FORZA ITALIA SI SMARCA Mille ringraziamenti al sindaco per il sacrificio ma, udite udite: «La città chiede un rinnovamento nella gestione della cosa pubblica e in tal senso Forza Italia accoglie il profondo significato della apertura di Andrea Ceffa per un centrodestra compatto con Lega, FDI e Noi Moderati uniti nella candidatura del chirurgo Paolo Previde Massara a fianco del nuovo progetto civico di Lab 27029 come la sintesi più efficace per rinnovarsi, vincere e convincere». È questa la chiusa emblematica della nota politica sottoscritta dal segretario Marco Demarziani. Una replica che ha un po’ il sapore di una presa in giro. Della serie:
Grazie sindaco, allora votiamo insieme il nostro candidato.
Tutto questo dopo che, da venerdì, girava insistentemente il nome dell’assessore leghista Riccardo Ghia come possibile candidato al posto di Ceffa. Una scelta che secondo i vertici romani doveva mettere tutti d’accordo. Ma non era l’unico papabile. Anche Alessandro Rubino, leader vigevanese di Noi Moderati”, veniva dato come nome seriamente spendibile.
LA TELENOVELA CONTINUA Una cosa è certa: dopo una replica di questo tipo, Ceffa ritornerà quasi sicuramente in gioco. Il sindaco, prima della replica “azzurra”, aveva precisato: «Se, come sembra emergere in queste ore, un mio passo di lato potesse consentire di ricompattare l’intero centro-destra, garantendo il rientro in coalizione anche di Forza Italia e consentendo quindi di non disperdere l’importante percorso costruito in questi anni, comunico la mia disponibilità a farlo». Ora, dopo la risposta di Forza Italia, cambia tutto e all’interno del centrodestra, più che di unità, c’è aria di regolamento dei conti e il confronto si preannuncia senza esclusione di colpi. E non è neppure da scartare l’ipotesi che ogni forza politica proponga un proprio candidato. Questi giorni (o forse ore) saranno determinanti per sciogliere l’enigma di una telenovela infinita che non ha ancora scritto la parola fine. Tutto questo è accaduto nel giorno in cui a Vigevano non si parlava d’altro che della candidatura dell’avvocato Massimo Lovati, uno dei protagonisti dell’altra interminabile storia legata all’omicidio di Garlasco. Poteva essere un primo aprile perfetto, mancato soltanto per una manciata di ore.
Massimo Sala



