Ex tribunale, il ministero snobba e Madeo protesta

Un incontro mancato. È quello tra il direttivo del Comitato nazionale dei tribunali accorpati e i vertici del Ministero della giustizia. All’assemblea tenutasi venerdì 4 luglio a Roma, presso la sede dell’Organismo congressuale forense, infatti, erano stati invitati il ministro Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto, il sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, che non si sono però presentati all’ultimo momento per improcrastinabili impegni istituzionali.

UNA LETTERA DI PROTESTA Il Comitato, si legge in una lettera inviata ai quattro esponenti del Ministero, e firmata tra gli altri, dall’avvocato vigevanese Giuseppe Antonio Madeo, vicepresidente, «esprime il proprio rammarico, e disappunto per la mancata presenza. Erano presenti amministratori e rappresentanze forensi provenienti da tutta Italia (da Vigevano a Nicosia), che non hanno avuto la possibilità di relazionarsi con il Ministero». Insomma, un vero e proprio “pacco” nei confronti di chi voleva legittimamente presentare le proprie ragioni. Il vice ministro e i sottosegretari avevano in precedenza partecipato, presiedendole, a riunioni e assemblee del Comitato,

mentre nell’ultima occasione ciò non è avvenuto, con la conseguenza che questo Comitato non ha potuto avere informative attuali e concrete con riguardo alla revisione della geografia giudiziaria più volte annunciata, ma ad oggi ancora ferma.

SOLO INCONTRI STERILI Il direttivo del Comitato aveva già avuto incontri presso il Ministero della Giustizia a partire dalla propria costituzione, da sette anni ad oggi, «ed ora chiede con urgenza di poter essere convocato a un ulteriore incontro, alla presenza del Ministro, e/o del vice ministro e dei sottosegretari, affinché possa essere fatto il punto sullo stato della geografia giudiziaria e sulle iniziative legislative ad adottarsi». Tra i criteri richiesti dal Comitato, la valutazione dei progetti già inoltrati e consegnati dai territori dei tribunali soppressi. A questi si aggiungono la presa in considerazione di criteri oggettivi quali la popolazione, la più equilibrata distribuzione dei residenti, la presenza di case circondariali e presidi di forze dell’ordine e Università con scuola di Giurisprudenza. Tra le richieste anche il fatto che il criterio della popolazione sia parametrato, per coerenza, ai bacini di utenza dei tribunali circondariali abruzzesi (che conserveranno loperatività). Unltimo appunto il recupero dei presidi giudiziari insistenti nelle Aree interne a prescindere dal parametro della popolazione.

UNO STOP PER RIFLETTERE «In sede di adozione dell’emanando provvedimento – conclude la lettera – il Ministero sospenda intanto ogni altra determinazione in ordine a diverse destinazioni di strutture già adibite ad Uffici Giudiziari».

Davide Zardo

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