Multiservizi: la sfida dell’assistenza agli anziani

Ripensare l’assistenza agli anziani, riorganizzando la comunità alloggio e iniziando a ragionare sull’opportunità di realizzare una nuova casa di riposo. Sono queste le sfide più importanti e complesse nel futuro dell’Azienda Speciale Multiservizi, l’organo municipale che ha in gestione una serie di servizi socio sanitari cittadini (tra questi il De Rodolfi, il Centro sociale anziani e il canile) e il cui bilancio previsionale per il 2022 è stato approvato dal consiglio comunale nell’ultima seduta del 29 marzo scorso.

A livello economico, il documento presentato ai consiglieri ipotizza delle cifre di massima, e non può essere altrimenti. Tutte le attività di Asmv, negli esercizi 2020 e 2021, sono state pesantemente condizionate dalla pandemia, che è coincisa con una netta riduzione dei ricavi: se per il 2022 gli amministratori dell’azienda hanno ipotizzato una graduale uscita dall’emergenza sanitaria, non è al momento possibile verificare l’impatto di eventuali future ondate di Covid, che potrebbero causare scostamenti, anche di rilevante misura, sul bilancio di previsione.

E’ però a livello di indirizzi che si capisce quale potrà essere il futuro a medio-lungo termine soprattutto per quello che riguarda la Rsa De Rodolfi e l’assistenza agli anziani, come spiegato dallo stesso direttore di Multiservizi, Andrea Deplano, all’assemblea consiliare: «In quest’ultimo anno avuto tanti problemi: l’edificio è vetusto e meriterebbe considerazione di più ampio respiro. Le Rsa, diventeranno sempre più simili a reparti per subacuti, mentre le persone autosufficienti o quasi saranno tenute a casa. La comunità deve saper rispondere a domande di salute sempre più complicate: servono investimenti non solo in strutture, ma anche in competenze. E per il De Rodolfi in maniera prospettica andrà affrontato il discorso di una profonda ristrutturazione o una diversa collocazione».

In questo senso, l’esperienza della comunità alloggio – situata in via Pascoli e che al momento ospita tre persone in condizioni di fragilità su un massimo di sei – potrebbe essere preziosa, anche se andrà profondamente ripensata: è la stessa Multiservizi, nella sua relazione al bilancio, ad auspicare due strade possibili per migliorare il servizio, che attualmente raggiunge un equilibrio gestionale solo grazie alla tariffazione di contribuzione sociale introdotta nel 2020 che consente di praticare rette molto basse per gli utenti (850 euro mensili). Una via, secondo l’azienda, potrebbe essere quella di affidare a un privato la struttura, che avrebbe facoltà di praticare prezzi di mercato (quindi più alti) e si accollerebbe tutti i rischi di gestione, al netto però di affievolire il carattere sociale della comunità.

La seconda soluzione invece consisterebbe nell’espansione dell’offerta, potenziando l’attività con l’acquisizione di altre unità immobiliari, possibilmente vicino al De Rodolfi, e dare il via a un progetto di residenzialità leggera con servizi comuni e locali per la permanenza di badanti e care giver. La “vecchia” comunità alloggio, in questo caso, potrebbe invece divenire qualcosa di diverso, dando il via a un progetto di “condominio solidale” al fine di integrarla nel tessuto sociale del quartiere Pietrasana e, in particolar modo, agli anziani che lì vivono. Una tale svolta richiederebbe un investimento importante da parte dell’amministrazione comunale: «Considerata l’importanza della scelta, anche di natura politica, tra le due linee, l’azienda si rimette alle direttive che l’amministrazione vorrà adottare».

Alessio Facciolo

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