La banchina della stazione si trasforma in una “passerella”. Che in questo periodo pre elettorale lo stato delle strade ferrate e di chi ci viaggia sopra uno dei temi caldi del dibattito pubblico lo testimonia soprattutto l’attenzione che la politica sta dando anche alla Milano-Mortara: lunedì, sulla “freccia delle risaie”, c’era il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che si è fermato in stazione a Vigevano per parlare con i pendolari della tratta; lo stesso scalo ferroviario, nel pomeriggio di giovedì, ha visto la visita di Pierfrancesco Majorino, candidato presidente del centrosinistra alle elezioni regionali, mentre sull’altro fronte politico anche il ministro leghista Matteo Salvini (seppur più concentrato su ponte e “superstrada”) nella sua ultima apparizione nella città ducale ha citato il raddoppio come tra le priorità del territorio.

Pur credendo nelle buone intenzioni di amministratori e politici di ogni schieramento, i fatti raccontano di una linea ferroviaria che è stata tutt’altro che sotto i riflettori negli ultimi anni. L’anedottica ha sempre un valore relativo, ma non si può essere distanti dalla realtà quando le testimonianze sono tante e si somigliano tutte: e quelle dei pendolari della Milano-Mortara parlano costantemente di carrozze talvolta sporche o maleodoranti, di stazioni vandalizzate o comunque lasciate a sé stesse (a Vigevano la porta d’accesso alla sala d’attesa è stata riparata da poche settimane, mentre i bagni risultano essere tutt’ora danneggiati), ma soprattutto di ritardi, tanto frequenti da essere diventati la normalità. Scendendo nel preciso e facendo parlare i dati, nel 2023 (fino al 7 febbraio, ndr) sono 962 i treni della Milano-Alessandria arrivati a destinazione in ritardo e 20 quelli soppressi, a fronte di 570 convogli giunti in orario o in anticipo. Un totale di 6493 minuti di ritardo: per dare l’idea, l’equivalente di oltre 72 (brutte, considerando anche il lato emotivo della vicenda) partite di calcio.
«Nei giorni scorsi sono stati pubblicati gli indici di affidabilità delle direttrici ferroviarie regionali aggiornati a novembre 2022, che indicano 13 direttrici in bonus su 40 (32,5%), di cui ben 8 direttrici del sud della Lombardia, e di queste 8 ben 6 che interessano direttrici in provincia di Pavia» denuncia l’associazione Mimoal, portavoce dei viaggiatori della tratta: tra il 2019 e il 2022 il bonus mensile (che si eroga se non si raggiunge lo standard minimo di affidabilità, il 5%) sulla Milano-Mortara è stato erogato 29 volte, il 61,7% del totale. E questo mese non sembra partito con gli auspici migliori: dal 1 febbraio i treni della linea hanno già totalizzato 1262 minuti di ritardo, con una serata da incubo lo scorso martedì, quando tutti i convogli dalle 21.35 in poi hanno viaggiato con ritardi dai 20 ai 64 minuti. Questa campagna elettorale ha probabilmente avuto il merito di riaccendere i riflettori sulla questione ferrovia anche fuori dai confini della Lomellina: compito di chi sarà eletto come rappresentante sarà quello di portare queste istanze dalla banchina della stazione fino alle stanze di “palazzo”.
Alessio Facciolo

