La sicurezza urbana si prepara a una svolta decisiva e Vigevano si candida a essere in prima linea nell’applicazione delle nuove, severe disposizioni nazionali. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un nuovo disegno di legge targato Meloni che introduce misure incisive per la prevenzione del disagio giovanile, il contrasto alle baby gang e la gestione dell’ordine pubblico. Un pacchetto di norme che l’amministrazione comunale di Vigevano ha deciso di fare proprio senza perdere tempo.
VIGEVANO NON ASPETTA Mentre la legge attende la pubblicazione del testo definitivo e le direttive del Viminale, a Vigevano la macchina operativa è già partita. L’assessore alla Sicurezza, Domenico Cassese, ha accolto con estremo favore il provvedimento: «La prevenzione è la chiave per una città più sicura», ha scritto in un comunicato, sottolineando l’importanza di intervenire prima che il rischio si trasformi in violenza. Cassese ha già dato mandato al comandante della Polizia locale di predisporre procedure operative e programmare specifici momenti di formazione per gli agenti. «L’obiettivo è chiaro: farsi trovare pronti non appena l’iter normativo sarà concluso. I nuovi strumenti giuridici verranno impiegati per blindare le aree più calde della città ducale: la stazione ferroviaria, i parchi pubblici, il centro storico, gli eventi di grande affluenza e, naturalmente, i luoghi della movida». L’assessore inoltre promuoverà un tavolo di coordinamento con il commissariato della Polizia di Stato e il comando della compagnia dei carabinieri di Vigevano per un’azione sinergica e uniforme sul territorio.
BOCCIATURA DAL PD «Alcuni degli “strumenti” del nuovo decreto – sottolinea Arianna Spissu, del Partito deomocratico – come il divieto di aggregazione nelle zone della movida, sono decisamente eccessivi, soprattutto quando rivolti ai minorenni, e poco rispondono alla necessità di prevenzione quanto piuttosto a una logica di controllo». Secondo il Pd, dunque, nessun provvedimento normativo, in ogni caso, potrà sostituire una politica locale capace di investire sulla coesione sociale e sulle opportunità. «Fare prevenzione – aggiunge Spissu – significa anzitutto investire nell’educazione, nelle politiche giovanili, nella scuola, nello sport, nella cultura e nel sostegno alle famiglie. Significa presidiare i quartieri, recuperare gli spazi pubblici, costruire relazioni tra istituzioni, servizi sociali, associazioni e forze dell’ordine». Un intervento effettuato quando un ragazzo è già considerato un potenziale problema, è un intervento che arriva troppo tardi. La vera prevenzione, secondo la sinistra, è creare le condizioni perché quel ragazzo non imbocchi quella strada. «Come Partito Democratico – sottolinea ancora Spissu – sosteniamo e proponiamo da anni una visione della sicurezza che unisca legalità e inclusione, controllo del territorio e prevenzione sociale. Una città è davvero più sicura quando lavora ogni giorno per evitare i problemi e non solo quando è chiamata a reprimerli».
Massimo Sala

