Uno, anzi, due progetti decisamente interessanti e utili. Si tratta del progetto di alternanza scuola-lavoro presso la Polizia Locale che coinvolge i ragazzi dell’istituto Caramuel e dell’istituto Casale. E l’istituzione di percorsi di formazione tenuti da personale competente della Caritas Diocesana gestita dal direttore don Moreno Locatelli,
per incrementare le tecniche di approccio degli agenti quando si trovano di fronte giovani che stanno vivendo situazioni particolari.
PRESENTAZIONE Il progetto è stato presentato dal sindaco Andrea Ceffa, dall’assessore alla polizia locale Nicola Scardillo, dal comandante Giuseppe Calcaterra assieme al dirigente dell’istituto Caramuel Roncalli Castoldi, Matteo Loria e alla professoressa Maria Rosa Sartorio tutor dei ragazzi dell’istituto Casale con Elena Galuppo psicologa alla Caritas Diocesana. Il progetto «si divide in due eventi formativi – ha detto Nicola Scardillo – il primo concretizzerà il progetto “scuola-lavoro”, il secondo è realizzato con la Caritas Diocesana e attraverso esperienze formative permesse dall’intervento di psicologhe ed educatrici della Caritas stessa che si occuperanno, con la scuola primaria e secondaria, di veicolare concetti quali: legalità, bullismo, uso di alcool e stupefacenti». L’alternanza scuola lavoro permetterà ai ragazzi di entrare nel comando della polizia locale e comprendere cosa fa un vigile:
ci siamo resi conto che è sempre più importante che i giovani capiscano che cosa significa fare il vigile – ha detto Calcaterra – questa esperienza sul campo serva moltissimo.
PROGETTO Da lunedì 12 giugno fino al 16 giugno si svolgerà il progetto di alternanza scuola-lavoro con quattro studenti dell’Itis Caramuel. «I ragazzi sono molto motivati – ha detto l’assessore Scardillo – saranno in ufficio ma verranno portati anche fuori, sulla strada, a vedere concretamente un controllo edilizio o ambientale e vedranno gli agenti utilizzare il tele laser, l’etilometro e non solo. Potranno anche osservare cosa accade quando succede un incidente: è venuto il momento di mostrare loro cosa significa fare il vigile attraverso la pratica. Spero che per la festa di San Sebastiano portino la loro personale esperienza e parlino di quello che hanno vissuto». A settembre saranno i ragazzi del Casale ad essere coinvolti. I giovani saranno accanto agli agenti tutti i giorni, al mattino e al pomeriggio, verranno distribuiti in due turni: quattro ragazzi per il Caramuel, quattro per il Casale. «Ci tengo a precisare che siamo il primo comando a fare questa esperienza – ha detto Scardillo – ad essa si somma quella organizzata con la Caritas che consta di sette giornate formative: assieme alla Caritas lavoreremo a giugno e a settembre». «Abbiamo predisposto lezioni teoriche e pratiche – ha detto la psicologa Elena Galuppo della Caritas diocesana – si tratta di un anno zero ma si sentiva l’esigenza di un corso che potesse dare ai giovani l’esatta misura di cosa significa trovarsi in situazioni che non avrebbero immaginato».
Isabella Giardini

