L‘assistenza educativa nelle scuole va in appalto: e il rischio è che i giovani con fragilità nelle classi vigevanesi si ritrovino a settembre senza il proprio educatore di riferimento. La decisione del comune di Vigevano di affidare, tramite appalto, la gestione del servizio di assistenza educativa nelle scuole a un unico operatore per i prossimi due anni ha destato qualche perplessità tra gli addetti ai lavori del mondo della scuola, con timori soprattutto legati alla continuità assistenziale degli studenti. Ma non solo:
il bando, in quanto redatto poco prima della loro uscita, non tiene conto delle ultime linee guida di Regione Lombardia sui compensi da destinare agli educatori.
IL CASO A sollevare la questione è Arianna Spissu, consigliera comunale in quota Pd: «Leggendo il capitolato, mancano indicazioni chiare in merito all’integrazione dei lavoratori del territorio che attualmente assistono gli alunni con disabilità. In questo modo si porranno due problemi, entrambi piuttosto gravi: che fine faranno gli educatori e le educatrici di Vigevano che lavorano a scuola? Perderanno il loro posto di lavoro? E la continuità come viene garantita?»
Il personale educativo lavora con alunni, famiglie e insegnanti, dunque si crea un rapporto, si condividono metodologie, si accompagnano l’alunno e la sua famiglia in un percorso che magari inizia fin dalla primaria e prosegue alla secondaria: a settembre questo percorso con tutta probabilità sarà interrotto.
LA GARA Andare ad appalto con un unico operatore consentirà alle casse comunali un notevole risparmio: per Spissu, nonostante trovi legittimo seguire una via di razionalizzazione delle spese, quello economico non può essere l’unico criterio. «Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa difficilmente può essere lo strumento con cui si sceglie in un ambito così delicato come l’assistenza educativa degli alunni con disabilità – commenta la consigliera dem – vista così, purtroppo, sembra l’ennesima scelta dettata dalla mera ricerca di un risparmio, a discapito magari di chi offre un servizio di qualità». La gara, del valore complessivo (su due anni) di circa 4 milioni di euro è terminata lo scorso 12 giugno: in municipio si attende ora la formazione della commissione aggiudicatrice e l’esito. Il capitolato però, rischia di essere già “vecchio”. Aci (Alleanza Cooperative Italiane) ha inviato a diversi comuni lombardi, tra cui anche Vigevano, una lettera in cui li invita a strutturare i bandi in linea con la nuova normativa regionale.

CONTRASTI Diversi punti del nuovo bando sarebbero in contrasto con le nuove linee guida: «La questione delle assenze è stata risolta da Regione Lombardia, che ha stabilito che, in caso di assenza dell’alunno, l’educatore rimane comunque in aula per lavorare con la classe – chiarisce Spissu – Nel bando del comune invece si parla ancora della vecchia modalità, cioè retribuzione solo per la prima ora e conseguente riduzione dello stipendio. La questione è delicata e coinvolge tanti attori diversi che hanno come unico obiettivo il benessere degli studenti: questo bando non riguarda l’arredo urbano, ma il percorso verso l’autonomia di alunni con disabilità e il futuro di educatrici ed educatori, a cui va riconosciuto un ruolo prezioso all’interno dell’intero sistema scuola».
Alessio Facciolo

