Vigevano / Decade il Consiglio, cade la giunta Ceffa

notizia in aggiornamento

17.40 Protocollata la tredicesima lettera, il Consiglio decade

Anche la tredicesima lettera di dimissioni è stata protocollata. Lo riferiscono fonti interne alla minoranza, che ne avrebbero avuto conferma dagli uffici comunali. Si tratta di un passaggio decisivo: con 13 dimissioni si ritira la metà più una del Consiglio e, ai sensi dell’articolo 141 del decreto legislativo 267 del 2000, il Consiglio stesso è decaduto. Quando si passerà all’ufficialità al sindaco Andrea Ceffa subentrerà un commissario nominato dal Prefetto di Pavia, che avrà il compito di occuparsi dell’amministrazione ordinaria in attesa della convocazione di nuove elezioni.

13.12 L’opposizione: «La maggioranza non esiste più»

Arriva in un comunicato una dura presa di posizione dei consiglieri di minoranza. Il testo porta la firma di Alessio Bertucci, Carlo Santagostino, Arianna Spissu, Emanuele Corsico Piccolini, Luca Bellazzi, Martina Ambrosino, Silvia Baldina, Giuseppe Squillaci, Furio Suvilla e quindi non dei consiglieri dimissionari della coalizione di governo (Giulio Onori e Marco Cividati della Lega, Claudia Montagnana della civica, che si aggiungono a Riccardo Capelli di FdI, “il dimissionario che non fu” sul quale si gioca la differenza tra dimissioni dei consiglieri e decadenza del Consiglio). «La maggioranza – si legge nella nota – non esiste più ufficialmente da questa mattina. Le nostre dimissioni, unite a quelle di 4 consiglieri della maggioranza,»

sono state regolarmente presentate in Comune questa mattina, ma abbiamo assistito all’ultimo atto tragicomico di questa amministrazione: i consiglieri di maggioranza rimasti fedeli a Ceffa e gli assessori hanno bloccato l’ufficio protocollo impedendo fisicamente che venisse ultimata la procedura di dimissioni e sono dovute intervenire le forze dell’ordine.

«Siamo al limite del ridicolo: con una crisi spaventosa in seno alla maggioranza, invece di prenderne atto i consiglieri e gli assessori inseguono uno dei firmatari per convincerlo a ritirare le dimissioni, che tra l’altro sono irrevocabili, e interrompono la procedura impedendo il regolare svolgimento del servizio all’ufficio protocollo. È chiaramente un gesto disperato, che dà la cifra del caos generale in cui si trova quella che fino a ieri era la maggioranza».

Secondo l’opposizione non esistono margini per ricucire uno strappo che ha leso la stessa istituzione:

Il Consiglio Comunale negli ultimi due anni è stato completamente esautorato da ogni sua prerogativa e considerato un mero accessorio, qualcosa che andava convocato ogni tanto perché la legge lo richiede e nulla di più

«Ognuno di noi è stato eletto dai cittadini e ha messo a disposizione della città intera le proprie competenze e professionalità, con spirito costruttivo e con tanta voglia di fare a questa città quello che merita. Il Sindaco ha invece ignorato completamente la volontà della metà degli elettori, creando un clima di assoluto disinteresse. Se anche parte della maggioranza ha sentito questa necessità, è proprio perché era impossibile amministrare insieme questa città. Non è stata una scelta facile per noi quella di dimetterci da un ruolo per cui abbiamo lavorato e in cui abbiamo creduto, ma è stato necessario per il bene della città.

12.29 Il mistero del foglio scomparso

Il giallo dell’Ufficio Protocollo: subito dopo la presentazione delle dimissioni dei consiglieri, nei locali sarebbero giunti il dimissionario “pentito”, Riccardo Capelli (FdI), l’assessore Nicola Scardillo (FdI) e due agenti della Polizia Locale nel tentativo di bloccare la procedura. Nella confusione seguita a questo intervento, secondo gli esponenti della minoranza, sarebbe sparito il foglio relativo al tredicesimo consigliere, proprio Capelli.

11.36 Regna l’incertezza a palazzo comunale

Si aggroviglia sempre di più il gomitolo della crisi del governo cittadino. Questa mattina 13 consiglieri hanno presentato le dimissioni dall’incarico, trattandosi della metà più uno dell’assise questo dovrebbe portare alla decadenza del Consiglio, alla nomina di un commissario in luogo del sindaco Ceffa e a nuove elezioni. Tuttavia secondo la maggioranza mancherebbe all’appello una delle dimissioni, una differenza minima dal punto di vista della quantità, ma decisiva per quanto riguarda gli effetti: con 13 consiglieri dimissionari decade il Consiglio, con 12 il Consiglio resta in piedi e sono i dimissionari a dover essere sostituiti per la rinuncia all’incarico. Su questo passaggio si gioca la partita, anche se la crisi è un dato di fatto che resta.

10:45 Cade la giunta Ceffa?

Cade la giunta del sindaco Andrea Ceffa? L’esperienza del primo cittadino di Vigevano si sarebbe conclusa questa mattina, verso le ore 8.30, quando 13 consiglieri comunali hanno protocollato le loro dimissioni, facendo decadere il Consiglio comunale e di conseguenza chiudendo anticipatamente la consiliatura inauguratasi nel 2020. Questo atto avrebbe certificato che, a poco più di 2 anni dalla netta affermazione – Ceffa si era imposto al primo turno senza bisogno di ballottaggio -, la maggioranza non esisterebbe più e si dovrebbe tornare alle elezioni.

Il condizionale tuttavia è d’obbligo perché mentre l’Ufficio Protocollo stava concludendo la procedura di ratifica, nei locali del medesimo sarebbero intervenuti alcuni assessori e consiglieri comunali tra cui il dimissionario Riccardo Capelli (Fratelli d’Italia), che intendeva ritirare le sue dimissioni. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine (Polizia Locale, Polizia di Stato e Carabinieri) e dell’accaduto è stato informato il prefetto di Pavia. Resta ora da capire se, come sostenuto dall’opposizione e dai dimissionari, non sia possibile revocare con una PEC le dimissioni registrate davanti a un notaio in assenza di un atto notarile che annulli il precedente, o se, come sostenuto dalla maggioranza e dalla giunta, sia sufficiente la PEC, che Capelli avrebbe spedito ieri notte.

Le dimissioni, a quanto si apprende da fonti interne al Consiglio, sono state firmate da tutti i consiglieri di opposizione e da 4 consiglieri di maggioranza, fondamentali per raggiungere la maggioranza più uno dei dimissionari (13 su un totale di 24 seggi) che determina la decadenza del Consiglio secondo quanto previsto dall’articolo 141 del decreto legislativo 267 del 2000, che prevede anche la nomina di un commissario in attesa della convocazione di nuove elezioni.

In attesa di conferme, sembra che sia stata determinante una spaccatura emersa in seno alla Lega, il partito cardine del governo cittadino, che esprime(va?) il presidente del Consiglio Claudio Vese e sette consiglieri: Daniela Carignano, Riccardo Ghia, Paola Cavallini, Marco Cividati, Paola Porta Fusero, Giulio Onori, Rimma Garifullina. Se il sostegno di Carignano e Ghia sembrerebbe garantito, almeno quattro degli altri cinque avrebbero accettato di aprire la crisi, che è interna alla coalizione e al partito. Ieri sera la seduta del Consiglio comunale è stata rinviata per la contemporanea assenza dei 9 consiglieri di minoranza e dei colleghi Cavallini, Cividati, Garifullina e Onori (Lega), Riccardo Capelli (Fratelli d’Italia) e Claudia Montagnana (civica).

Si resta in attesa di capire che influenza avrà questo smottamento anche sulle prossime elezioni regionali, nelle quali proprio la Lega vigevanese sperava di far pesare il suo consenso per promuovere l’elezione di un consigliere della città ducale, individuato nella figura dell’ex sindaco Andrea Sala.

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