A partire da settembre, alle famiglie vigevanesi i servizi di pre e post scuola costeranno di più: è questo uno degli effetti della rimodulazione delle fasce di contribuzione Isee deliberato dal Comune nei giorni scorsi per far fronte all’aumento delle spese causato dalla pandemia.
Un costo che, almeno in parte, ricadrà anche sulle tasche dei cittadini: «L’amministrazione comunale intende assicurare l’accesso ai servizi educativi in un’ottica di considerazione delle difficoltà economiche determinate dall’emergenza pandemica – si legge nella delibera di attuazione, che fa riferimento anche alle disposizioni Ministeriali e di Ats Pavia e al necessario aumento di personale per garantire la sicurezza e il distanziamento negli spazi scolastici – in considerazione della qualità e del livello elevato dei servizi erogati, si ritiene di poter affermare che tali servizi debbano esser in generale forniti dietro pagamento di una retta di contribuzione garantendo una compartecipazione degli utenti alle spese di gestione sostenute dall’ente».
Tradotto dal burocratese: a una maggiore spesa da parte del Comune, deve equivalere una maggior spesa anche da parte degli utenti. Nel dettaglio, a pagarne lo scotto saranno soprattutto i servizi di pre e post scuola, che subiranno una vera e propria stangata: da sei fasce Isee si passerà a tre (fino a 11.769,61, 17.654,41 euro e oltre questa cifra), con la retta mensile che passerà da 6,92 euro a 10 per la prima, da 9,45 a 18 per la seconda e da 10,06 a 28 per la terza. Per quanto riguarda le mense delle scuola dell’infanzia e delle primarie e secondarie, i rincari saranno minori: dalle sette fasce attuali si passerà a quattro e gli aumenti riguarderanno soprattutto le riduzioni per i figli successivi, passate dal 30 al 20% in meno.

LE REAZIONI La decisione, pur se giustificata da parte dell’amministrazioni alle difficoltà pandemiche, non ha mancato di far discutere, soprattutto tra le fila delle forze politiche avverse all’attuale governance cittadina: «Ma perché? È la domanda che mi sono posta leggendo la delibera che rielabora ancora una volta le fasce isee per i servizi scolastici in direzione contraria al buon senso, soprattutto in un momento di emergenza e crisi economica che ha colpito tutti – è quello che si chiede Arianna Spissu, del Partito Democratico – si accorpano le fasce, facendo pagare di più a chi ha un reddito basso e aumentando le rette per chi ha più figli».
«Nello Statuto del Comune, articolo 5, si riconoscono i diritti dei bambini: questo articolo dello Statuto deve essere declinato ed attuato nella sostanza in modo efficace, altrimenti rimane una mera dichiarazioni di intenti teorica senza reali ricadute positive sui bambini e le loro famiglie – è il commento di Barbara Verza, Italia Viva, che ripropone l’idea di una mensa “free” – Italia Viva è per un Family act attivo anche a Vigevano: pertanto continuiamo a portare avanti la nostra idea di mensa gratis per tutti i bambini».
Alessio Facciolo

